Un anno fa entrando nella stazione di Pescara trovai la risposta a queste due domande: perché e come sbagliamo le valutazioni fatte a mente?
Mi capita, quando leggo dei libri, che certe domande mi restano aperte, a volte anche come questa, per 12 anni. Non è che in tutto questo tempo sono andato in cerca spasmodica di una risposta. Così a volte mi capita che mi si accende una domanda e che questa mi resta là, come un post-it appeso ad una parete. Poi capita che leggo altri libri che mi pongono questioni simile e ripasso mentalmente davanti al quel post-it, a quella domanda.
La prima volta che mi domandai perché e come sbagliamo le valutazioni fu quando inizia a leggere 12 anni fa il libro di Anthony Robbins (Awake the Giant within). Anthony nel suo libro invita a scrivere una lista di cose da fare, di obiettivi da raggiungere entro 10 anni, e per sua esperienza la maggior parte di noi infila entro il primo anno la maggior parte degli obiettivi, lasciando quasi praticamente vuoti gli anni successivi. Anthony affermava che sopravvalutiamo quello che possiamo fare in 1 anno, e sottovalutiamo enormemente quello che possiamo fare in 3, 4, 5 o 10 anni.
Così ho pensato, “Grazie Anthony, farò tesoro di questa tua informazione e riformulerò la pianificazione degli obiettivi distribuendola meglio nel tempo”. Però mi è rimasta la curiosità, perché Anthony non spiegava perché e come facciamo questo errore. Sapere come facciamo un errore ci permette di adottare strategie adeguate per evitare di ripeterlo in molteplici situazioni.
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