Approfondimento sulla fortuna e sul merito.

Posted by on Gennaio 3, 2017

Femida, Goddess of Justice, with scales and sword wearing blindfold against dramatic stormy sky

Oggi leggo questo commento su FB: “La fortuna si chiama merito! Il merito arriva, non quando vogliamo noi, ma quando siamo pronti!“.

La leggo è penso hmmmm qui ci sono troppe omissioni e questo è un argomento sul quale posso aggiungere degli approfondimenti.

Sull’argomento “fortuna” in primis consiglio una bella lettura, “Fattore fortuna” di Richard Wiseman, uno dei pochi studiosi seri a tal riguardo.
Perché? Perché dai suoi studi ed esperimenti emerge che:
la fortuna (o percezione della fortuna che noi abbiamo, che è la stessa cosa) non è nient’altro che un’attenzione rilassata verso l’esterno che permette di cogliere le opportunità che l’ambiente può proporre. Emerge anche che il suo contrario, la percezione di essere sfortunati è per lo più generato dall’attenzione introversa (o come direbbe Watzlawick “guardarsi dentro rende ciechi” o come dico io “ascoltare solo se stessi rende sordi”) perché inibisce la possibilità di accorgersi delle opportunità esterne.

A tal riguardo, cioè “la possibilità di accorgersi delle opportunità esterne” quindi generare quello che noi chiamiamo “cogliere la fortuna quando si presenta”, aggiungo un elemento tratto da un’altra lettura interessante: “Focus” di Daniel Goleman, il quale ci ricorda come lo stato d’animo positivo apre la mente alle possibilità, mentre quello negativo chiude la capacità percettiva della mente rispetto alle possibilità esterne, perché semplicemente non abbiamo “bit” di attenzione, non abbiamo attenzione dello stato cosciente verso l’esterno. Attenzione tutta assorta internamente nell’ascolto degli stati d’animo negativi (dialogo interno e quant’altro).

Pertanto in uno stato emozionale negativo è molto, molto improbabile accorgersi delle occasioni fortuite, perché esterne, che noi chiamiamo “fortunate.”

A questo punto abbiamo due importanti tasselli del sentirsi o meno fortunati:

  1. il sentirsi fortunato dipende dall’essere attento in modo rilassato alle cose esterne. Atteggiamento che ci permette di cogliere/scoprire le possibilità.
  2. E l’unico modo per esserlo è essere in uno stato d’animo positivo, ottimistico.

Riallacciandomi al “merito” sempre Richard Wiseman citando gli studi di Sonja Lyubomirsky afferma (guarda caso che) “la felicità non è solo un prodotto del successo, ma ne è anche la causa“.

  • Tirando le somme a questo punto direi che è decisamente improbabile raggiungere il merito e la fortuna se non teniamo un atteggiamento positivo, ottimistico, e se quello che stiamo facendo non ci rende felici (detta usando un approccio “lontano da”).
  • Oppure è molto più probabile raggiungere il merito e la fortuna se teniamo un atteggiamento positivo, ottimistico e se quello che facciamo ci rende felici (espressa usando un approccio “vicino a”).

Usando un esempio.

“Se andiamo a funghi nel mese giusto, nel posto giusto e dopo una bella pioggia i funghi li trovi”. E questa non è fortuna è merito. Tuttavia se mentre andiamo da un’altra parte, e non stavamo cercando funghi, e troviamo (perché ci accorgiamo di) una bellissima mazza di tamburo, e decidiamo di coglierla anche se non era nei nostri piani, quello è un misto di fortuna (evento fortuito) e merito (di saper cogliere le occasioni). Come allo stesso modo se mentre cerchiamo un fungo troviamo una moneta d’oro quello è un evento fortuito.

Aggiungo che secondo me il problema del termine “fortuna” è dare un nome (sostantivo: la fortuna) ad una o più azioni che invece dovrebbero essere descritte con un verbo (fortunare, che abbia come significato l’essere attento a eventi fortuiti). Per questo appunto preferisco parlare di “evento fortuito”, piuttosto che di fortuna, e capacità e attenzione nel saperlo cogliere e trarne vantaggio.

Il “merito” può essere descritto in altre parole: “crearsi le occasioni” (quindi la fortuna).

Per saperne di più sulla percezione degli eventi fortuiti (o meno) consiglio uno dei libri più importanti di questo secolo “Il Cigno Nero” di Taleb.

 

Libri e autori citati:
“Fattore fortuna” di Richard Wiseman
“Focus” di Daniel Goleman
“Il Cigno Nero” di Nassim Nicholas Taleb

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