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Come dividere un file audio di grandi dimensioni con Cubase.

Posted by on settembre 1, 2010 in audio lettura, Audio lettura veloce passiva | 0 comments

Vi è mai capitato di voler dividere un file audio di grandi dimensioni in più parti? A me si. A volte di audio libri esportati in un unico grande file. Ecco come ho fatto per dividerlo in file più piccoli.

In questo caso io importo e taglio il file wave in Cubase. Questo per ora è stato il modo più veloce che ho trovato per tagliare e convertire questi file. (Se qualcuno ha un sistema più veloce please me lo comunichi che aggiorno il metodo.

Ecco come faccio in Cubase:

  1. In Cubase creo una traccia audio vuota che si chiamerà in automatico Audio 01
  2. Inserisco la traccia in Cubase
  3. se i kHz sono diversi gli faccio fare la conversione a 44 kHz altrimenti altera la velocità e l’intonazione della lettura
  4. taglio la traccia circa ogni 10 minuti (tra una pausa e l’altra della forma d’onda)
  5. dopo ogni taglio trascino la traccia sotto in modo che mi crea una nuova traccia (Audio 02, Audio 03), creando una traccia su Cubase per ogni taglio. In questo modo Cubase mi crea i futuri nomi dei file tagliati già correttamente numerati.
  6. Seleziono tutte le tracce audio (control A), tasto destro sulle traccie audio e seleziono AUDIO > Dividi parti.
  7. Esporto tutte le tracce selezionate, e mi genera tutti i file wave tagliati e numerati correttamente.
  8. Apro Wavelab e in bach process faccio la conversione di tutti i file wave in mp3 compressi.

Per quanto riguarda le voci in Sapi 5 ricordo che sono mono, quindi non ha senso fare file mp3 stereo, la traccia duplicata come risultato aumenta di 3db l’audio e aumenta inutilmente la dimensione del file. Inoltre il Sapi5 di origine molto probabilmente per essere di buona qualità era un file a 16 kHz o 22 kHz Mono. Pertanto si può comprimere il file Mp3 tranquillamente a 64Kbytes mono. In questo modo si ottengono file 10 volte più leggeri e sempre di buona qualità.

Balabolka più stabile sotto Windows 7.

Posted by on agosto 31, 2010 in audio lettura, Audio lettura veloce passiva, lettori mp3 | 0 comments

Agli amici amanti dello Speech Reading segnalo che ho testato che Balabolka è più stabile sotto Windows 7.
Prima sia su Windows XP che Vista quando esportavo il file in formato audio (io lo esportavo in formato WAV perchè preferisco comprimerlo dopo con Wavelab) con voci Sapi5 l’esportazione mi si piantava. Ora invece sotto Windows 7 è tutto più stabile esporto interi libri generando file da 2, 3 fino a 5 ore.

Da un certo punto di vista questo è fantastico perchè mi ha velocizzato l’esportazione.

Ma da un altro punto di vista questi file enormi (anche più di 1 GB) sono scomodi da maneggiare.
Immaginati di star ascoltando il tuo bel libro con il tuo lettore mp3, magari il file dura 3 ore, tu sei a 2 ore e per qualche motivo devi ascoltare qualche altro file o interrompere e perdi il punto di ripresa. In tal caso ti trovi nella alquanto fastidiosa situazione di dover far ripartire il play di un file così lungo!

Per questo motivo spesso la cosa più comoda è avere il racconto suddiviso in più file, come un album è suddiviso in più canzoni (file mp3).

Come fare a questo punto? Come fare un audio libro? Come convertire il testo in Audio? Come suddividerlo in più file?

Il buon Balabolka arrivato ad oggi alla Versione: 1.33.0.472 ha una funzione apposita nel Menù File che si chiama “taglia e Converti i file audio”. Bisogna smanettarci un po’ ma è decisamente comoda.

Vai al DOWNLOAD di BALABOLKA

Invictus (L’Invincibile).

Posted by on agosto 20, 2010 in Aforismi, Appunti, Scene da Film | 0 comments

Invictus (L'Invincibile)Quando guardo un Film o leggo un libro o ascolto un ebook, trascrivo le frasi che mi sono piaciute. Ieri ho visto Invictus (L’Invincibile) dal quale ho trascritto questa poesia di grande ispirazione.

Dalla notte che mi avvolge
nera come la fossa dell’inferno
rendo grazie a qualunque dio ci sia
per la mia anima invincibile
la morsa veloce degli eventi
non m’ha tratto smorfia o grido
sferzata a sangue dalla sorte
non s’è piegata la mia testa
di là da questo luogo di ira e di lacrime
si staglia solo l’orrore della fine
ma in faccia agli anni che minacciano
sono e sarò sempre 
imperturbato
non importa quanto angusta sia la porta
quanto impietosa la sentenza
sono il padrone del mio destino
il capitano della mia anima.

Di seguito ho trascritto altre frasi, e un intera parte che ritengo davvero interessanti.


Continua a leggere “Invictus (L’Invincibile).” …

Fare impresa, quanto è importante la comunicazione.

Posted by on agosto 14, 2010 in Comunicazione, Libri | 0 comments

l'impresa che comunicaQuando l’impresa è consapevole che i suoi risultati dipendono da decisioni e da scelte altrui, da modifiche di comportamenti di altri soggetti, allora si concreta un ruolo e una funzione di comunicazione che coordina e gestisce una serie molto aperta di interazioni.
[omiss.]

Un semplice messaggio pubblicitario per segnalare e promuovere un prodotto o un servizio arriva nello stesso tempo a potenziali consumatori e ad altri non Consumatori che però interagiscono e influenzano i nostri consumatori.
Tutti partecipano a questo gioco di scambio e la comunicazione di impresa non può non tenere conto di tutti gli interlocutori interni ed esterni e deve dare a tutti lo stesso peso. Nella comunicazione di un’impresa i ruoli, le posizioni delle fonti cambiano costantemente: chi riceve un messaggio, chi ascolta, a sua volta lancia un messaggio che deve essere conosciuto e ascoltato. Per questo appare talvolta quasi impossibile separare l’informazione unidirezionale dalla comunicazione a due vie perché la nostra società partecipa, interagisce, scambia.

La mera persuasione, tutto quello che più o meno in modo occulto viene proposto per condizionare, viene rifiutato.
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La verità, la trasparenza, la sincerità, la non manipolazione sono le condizioni di base per comunicare con efficacia.
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L’impresa che comunica agisce per essere ascoltata, compresa da altri soggetti; per raggiungere i suoi obiettivi deve esprimersi con coerenza.

[omiss.]

Tratto da: “Attilio Consonni – L’impresa che comunica”.

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Luca: (Il grassetto e le sottolineature sono mie ;-) ) Queste parole sono state scritte più o meno nel 1999, più di dieci anni fa, e risultano di grande attualità ancora oggi che le persone hanno sempre più strumenti per scambiarsi informazioni su internet attraverso i vari social network come Facebook, Youtube, Buzz, Twitter, Forum e Blog. Il consumatore si informa sempre di più in rete sui prodotti e sulle imprese. Più trasparenti e sincere sono le imprese e meglio gestiscono la propria reputazione online e meglio vengono accettate dalla comunità. Inoltre sempre più avranno successo le imprese che uniranno forti valori sociali alla loro azione d’impresa nella comunità stessa.
Per quanto riguarda il libro, a mia visione è abbastanza accademico, molta teoria e nessuna pratica. Molto buono per avere una visione d’insieme della Comunicazione nei mezzi tradizionali. Superato in certi contenuti considerando che 11 anni di comunicazione su Internet hanno portato molte evoluzioni. Ma conoscere la storia e le nozioni di base è sempre importante.

Breve nota sull’autore…


Continua a leggere “Fare impresa, quanto è importante la comunicazione.” …

Seth Godin on the tribes we lead.

Posted by on agosto 7, 2010 in Leadership | 0 comments

Seth Godin, (autore di Permission Marketing), da attento osservatore com’è, ci racconta su TED.com qualcosa di molto importante riguardo la leadership, le connessioni tra le persone, internet, e l’evoluzione. Non vi svelo niente di più, godetevi questo video di Seth Godin, perché parla davvero in modo chiaro, divertente, che arriva. (P.s. Ci sono anche i sottotitoli in italiano ,-).

Clicca sull’immagine o sul link qui sotto per vedere il video.

http://www.ted.com/talks/lang/ita/seth_godin_on_the_tribes_we_lead.html

Digitale vs Analogico e Digital Divide.

Posted by on agosto 6, 2010 in Libri | 0 comments

Riporto un dato statistico importante che segnò nel 2009 il sorpasso. In quell’anno il 57% dei prodotti digitali (ebook, audio, film, ecc) acquistabili presso Amazon.com non era disponibile nei negozi offline. Questo vuol dire che una parte molto consistente della cultura si diffonde solo su Internet. Digital Divide.

Percezione dei colori.

Posted by on agosto 5, 2010 in percezione | 0 comments

percezione dei coloriGuardate questa immagine. Secondo voi che colore ha il quadrato a destra?

E’ più verso l’Azzurro o verso il Verde?

Questo potrebbe aprire un dibattito di percezione. Bhe apro una parentesi per dire subito che dare un nome ad ogni colore non è possibile. Perchè le nelle sfumatore di colore possiamo  distinguere migliaia di differenze. Ad esempio il monitor che sto usando ha 16.800.000 colori. La lingua italiana non ha tanti vocaboli, quindi se volessimo dare un nome ad ogni colore dovremmo ampliare enormemente il nostro vocabolario.
Chiusa questa parentesi possiamo tranquillamente affermare che il modo in cui nominiamo i colori si basa su una grandissima semplificazione. In genere a malapena ci ricordiamo una ventina di nomi di colori diversi, sforzandoci di ricordarli ed usando anche termini stranieri.

Tornando sulla questione da me sollevata vorrei presentare degli altri indizi sui quali riflettere.
Il Quadrato a sinistra è 16% di Ciano (Azzurro),
il Quadrato centrale è 16% di Giallo,
il Quadrato di destra è 16% di Ciano più 16% di Giallo.

OK, la logica direbbe: Azzurro più Giallo uguale Verde, allora è Verde!
Già potrebbe funzionare eppure, interrogando varie persone otterremo risposte diverse relativamente al nome di questo colore. Il motivo a mio avvisto è causato dall’intensità del colore.
Se guardate bene anche da lontano, un 16% di Ciano è più pieno, più intesso di un 16% di Giallo. Questo perchè il Giallo è un colore più chiaro (o più luminoso). Pertanto la somma di questi due colori non è paritetica, o non da risultati lineari. Questo perchè percettivamente l’Azzurro ci appare più intenso, a parità di percentuale di retino (16%).

Teoricamente allora dovremmo sommare un Giallo che ha una intensità di colore pari a quella dell’Azzurro, ma questo non è possile proprio per la natura stessa del Giallo.
Allora non ci resta che nominare i colori in base a dei parametri soggettivi con tutta le limitatezze percettive e di dizionario.

I segreti dei neuroni specchio.

Posted by on luglio 22, 2010 in Definizioni, PNL | 0 comments

Nel libro “Intelligenza Emotiva” di Daniel Goleman l’autore parla anche di micro rispecchiamento involontario delle emozioni degli altri da parte dei nostri muscoli facciali. Micro variazioni a volte non apprezzabili a occhio nudo ma percepibili attraverso una strumentazione adeguata. In pratica senza accorgerci mimiamo con la nostra faccia le espressioni dell’altro, e la nostra mente fa questo per capire cosa prova l’altro attraverso micro movimenti involontari. Su questo anche si basa la capacità di essere o meno empatici.

Per sviluppare la propria empatia abbiamo bisogno in primo luogo di guardare gli altri, altrimenti il cervello non ha lo strumento di base per il rispecchiamento: cioè la vista. Se gli altri ci parlano e noi guardiamo per terra o altrove, non ci diamo la possibilità di sfruttare questo formidabile meccanismo di intelligenza emotiva.

Tra l’altro questa scoperta ci dice un’altra cosa a mio avviso importantissima, che conferma la mia intuizione sul fatto che l’affermazione: “ognuno è responsabile delle proprie emozioni e reazioni” (sentita più volte nei corsi di PNL) è parzialmente falsa.

Ovvero se uno entra nella nostra stanza ed è di cattivo umore, volenti o nolenti per una frazione ci avrà fatto provare anche a noi del cattivo umore. Perché guardandolo, per rispecchiamento involontario empatico, il nostro volto avrà mandato dei segnali  al cervello per comprenderne il cattivo umore.

Solo la nostra capacità di Judo psicologico ci può lasciare  nel nostro stato di rilassatezza o di buon umore.

Ma vale anche il contrario, se siamo di cattivo umore diffonderemo per empatia in chi ci guarda sensazioni di cattivo umore.
Questo dovrebbe spingerci con maggiore responsabilità e vivere sereni e allegri per viralizzare per empatia il mondo! ;-D

Come godersi la vita e lavorare meglio di Dale Carnegie

Posted by on marzo 4, 2010 in Libri | 0 comments

 

Dale Carnegie, Come godersi la vita, come lavorare meglio,“Come godersi la vita e lavorare meglio” è un titolo molto azzeccato di un Libro.

In realtà questo classico della formazione è un mix di altri libri di Dale Carnegie, esattamente di: “Come trattare gli altri e farseli amici” del 1936, e “Come vincere lo stress e Cominciare a Vivere”. del 1944/48. Dale Carnegie ha fatto formazione ai business man americani nella prima metà del 900. Esperto nell’arte oratoria, molti dei suoi consigli restano attuali perché non hanno tempo.

Questi sono gli argomenti del libro:

Prima Parte: Sette strade che conducono alla pace e alla felicità.
• Trova te stesso e sii te stesso: nessun altro al mondo è come te.
• Quattro accorgimenti per lavorare senza fatica e senza ansia.
• Che cosa stanca e come fare per evitarlo.
• La noia porta stanchezza, ansia e astio.
• Rinuncereste a quello che avete per un milione di dollari?
• Nessuno prende a calci un cane morto.
• Fate così, e sarete invulnerabili a ogni critica.

Parte Seconda: Tecniche fondamentali per trattare con la gente.
• Se vuoi prenderti il miele, non tirar calci all’alveare.
• Il grande segreto per trattare con la gente.
• Chi mi seguirà avrà il mondo dalla sua, chi non lo farà camminerà solo in un deserto.
• Come essere ben accolti ovunque.
• Come riuscire subito simpatici alla gente.

Parte Terza: Come convincere il prossimo a condividere le vostre opinioni.
• Come farsi sicuramente dei nemici e come evitarlo.
• Una goccia di miele.
• Il segreto di Socrate.
• Come riuscire ad ottenere collaborazione dai nostri simili.
• Un appello che non resta inascoltato.

Parte quarta: Come far cambiare opinione agli altri senza offendere e suscitare risentimenti.
• Come criticare senza farsi odiare.
• Parlare dei propri errori e difetti.
• A nessuno piace sentirsi dare ordini.
• Permettere agli altri di salvare la faccia.