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Sorridere genera pensieri e idee felici.

Posted by on gennaio 27, 2015 in Aforismi, AutoDisciplina, Educazione, Educazione fisica, Esercizi, Il potere della chiarezza, Imparare, Muscoli Mentali, Stratagemmi, Strategie | 0 comments

Mente e Corpo si condizionano l’un l’altro, 
questo è un dato di fatto, provato, accettato e apparentemente compreso.
Perché molto meno evidente e compreso è il fatto che 
è molto difficile, anzi decisamente improbabile generare 
pensieri e idee felici da volti pre-occupati e infelici.
Sorridere con la bocca e con gli occhi
è più che un mero esercizio di condizionamento della mente,
è un investimento sul presente e futuro benessere.

Siti web con testo non selezionabile, ecco come ascoltarlo.

Posted by on gennaio 23, 2015 in audio lettura | 0 comments

Oh appena trovato casualmente un modo per ascoltare il testo di un sito che ha tolto inutilmente, e stupidamente a mio avviso, la funzione di selezione del testo. Ecco come ho fatto. 1. In alto a destra in Chrome c’è una icona formata da 3 lineette.

google-opzioni-1

Icona 3 lineette

2. Da li è possibile accedere alla voce di menù  Stampa.

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stampa

3.  Deve selezionare salva come PDF, e nella preview puoi selezionare il testo (se ovviamente non era un immagine), così puoi fare CTRL+C (copia) e ascoltarlo con il tuo Audio lettore. Nel mio caso io uso Ivona Reader, voce “Giorgio”.

ascolta

Clicca sopra all’immagine per vederla più grande

4. Enjoy ;-)

Ken Robinson parla di intelligenza e scuola.

Posted by on gennaio 1, 2015 in Citazioni, Creatività, Educazione | 0 comments

Ken Robinson in questo testo qui di seguito tratto dalla suo discorso a Ted.com parla di Gillian Lynne, la coreografa, di educazione, scuola, intelligenza, e di come la scuola non stimola la creatività:

[…] E la terza cosa sull’intelligenza è che è distinta. Sto scrivendo un nuovo libro chiamato “Epiphany”, che si basa su una serie di interviste di persone su come hanno scoperto il loro talento. Mi affascina come le persone ci sono arrivate. Nasce da una conversazione che ho avuto con una donna meravigliosa, che tante persone non conoscono, si chiama Gillian Lynne, ne avete sentito parlare? Alcuni sì. È una coreografa e tutti conoscono i suoi lavori. Ha fatto “Cats” e “Phantom of the Opera”. Lei è meravigliosa. Sono stato tra i dirigenti del Royal Ballet, in Inghilterra, come potete vedere. Comunque, abbiamo pranzato insieme un giorno e ho detto “Gillian, come sei diventata ballerina?”. E lei disse, era interessante, quando lei era a scuola era davvero senza speranza. E la sua scuola, negli anni 30, scrisse ai genitori e disse, “Crediamo che Gillian abbia problemi di apprendimento”. Non era capace di concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l’ADHD [Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività]. Non credete? Ma siamo attorno al 1930 e l’ADHD non l’avevano ancora inventata. Non era una condizione disponibile allora. (Risate) La gente non sapeva che poteva averla.

Comunque, andò a farsi vedere da questo specialista. Stanza in legno di rovere … Ed era là con sua madre, era stata accompagnata e fatta accomodare su una sedia e alla fine stette seduta sulle sue mani per 20 minuti, mentre quell’uomo parlò con la madre di tutti i problemi che Gillian aveva a scuola. E alla fine – perché disturbava la gente, portava il compito in ritardo e così via, era una bambina di appena 8 anni – alla fine, il medico si sedette vicino a Gillian e disse: “Gillian, ho ascoltato tutte quelle cose che tua madre mi ha detto e le devo parlare a quattr’occhi”. Le disse: “Aspettaci qua, non ci metteremo molto”. E se ne andarono. Ma quando lasciarono la stanza egli accese la radio appoggiata sulla scrivania. E quando erano fuori dalla stanza disse alla madre, “Ora la guardi”. E appena se n’erano andati, lei disse, lei era in piedi e si muoveva con la musica. E la guardarono per qualche minuto ed egli disse a sua madre, “Signora Lynne, Gilian non è malata, è una danzatrice. La porti a una scuola di danza”.

Io chiesi “E poi?” e lei mi disse: “Lo fece. Non ti puoi immaginare quanto era bello. Entravamo in quella stanza ed era piena di gente come me. Gente incapace di stare ferma. Gente che si doveva muovere per pensare”. Ballavano balletto, tap, jazz danza moderna e contemporanea. Alla fine fece un’audizione per il Royal Ballet School, diventò una solista ed ebbe una splendida carriera al Royal Ballet. E infine si diplomò alla Royal Ballet School, fondò una sua company, la Gillian Lynne Dance Company, e conobbe Andrew Llozd Weber. Lei è stata responsabile di alcune tra le più famose produzioni del teatro musicale della storia, ha portato diletto a milioni di persone ed è multi-milionaria. Un altro le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi.

Dicevo appunto che conosco benissimo questo problema, e di come la scuola non stimola la creatività. Tanto che non ho memoria di nemmeno un insegnante che mi sia rimasto che abbia stimolato la creatività.

A tal riguardo mi viene in mente solo il testo “I ragazzi Felici di Summerhill” di Alexander Neil come esempio di insegnante che stimolava la creatività dei propri allievi attraverso il teatro. Libro di cui consiglio vivamente la lettura.

summerhill

Di questo libro circa sette anni fa, nel 2008, scrissi:

[…] Vedere un modello educativo diverso da quello nel quale si è immersi in ogni aspetto, dalla famiglia, alla scuola, al governo, è davvero difficile.

Per questo consiglio vivamente la lettura consiglio vivamente la lettura del libro: “I Ragazzi felici di Summerhill“ di Alexander Sutherland Neill. E’ un libricino di 173 pagine che si legge come bere un bicchiere d’acqua e mostra un metodo educativo diverso, nuovo, ancher se messo in pratica oltre 70 anni fa. Neill ci mostra quella che potrebbe essere la naturale evoluzione dell’educazione che nella storia dell’uomo è passata da violenta a coercittiva e potrebbe evolversi a “non repressiva”. Il fatto che si debba usare la negazione della repressione e non esista ancora un termine per definirla è abbastanza sintomatico della novità dell’idea e di come sia difficile anche solo da immaginare. Si potrebbe anche dire educazione persuasiva, ma potrebbe essere decisamente frainteso. Una volta alcune migliaia di anni fa dalle parti della grecia non esistevano nemmeno i verbi di moto non relativi alla terra e quindi pensare ad un moto per così dire extra-terrestre era una idea rivoluzionaria di menti visionarie. Oggi sappiamo perfettamente che il moto degli oggetti non è legato alla terra. Che i pianeti il sole le stelle e le galassie si muovono nell’universo. Tuttavia a tutt’oggi pensare ad una educazione appunto “non repressiva” è ancora una idea rivoluzionaria tanto che ci mancano pure i sostantivi e gli aggettivi per definirla.

Vinciamo o perdiamo dentro di noi.

Posted by on gennaio 1, 2015 in Citazioni | 0 comments

John Wooden“Talvolta penso che le Sorti debbano sorridere quando le accusiamo, ed insistiamo, che l’unica ragione per cui non riusciamo a vincere è proprio la loro assenza.

Eppure sopravvive un antico detto: vinciamo o perdiamo dentro di noi.

I trofei scintillanti sui nostri scaffali non potranno mai vincere la partita di domani. Tu ed io dentro di noi sappiamo, che c’è sempre la possibilità di vincer la corona. Ma quando non riusciamo a dare del nostro meglio, semplicemente non abbiamo affrontato la sfida, del dare tutto e non risparmiare nulla finché la partita è davvero vinta. Del dimostrare cosa significa grinta. Del continuare a giocare quando gli altri si ritirano. Del continuare a giocare, non rinunciare. E’ il tener duro che vince la coppa. Del sognare un traguardo avanti a noi. Dello sperare quando i nostri sogni son morti. Del pregare quando le nostre speranze son fuggite. Tuttavia perdere, senza timore di cadere, se coraggiosamente abbiamo dato tutto. Perché cosa si può chiedere di più ad un uomo che dare tutto ciò che può. Dare tutto, a me sembra, non è tanto distante dal vincere. Così le sorti raramente sbagliano, non importa quanto girino e rigirino. Siamo tu ed io che determiniamo le nostre sorti… apriamo o chiudiamo le porte sulla strada davanti a noi o alle spalle.”

John Wooden cita George Moriarty arbitro della Prima Divisione di Baseball.

Queste parole che cita John Wooden hanno decine e decine di anni, e ne una virgola di vecchiaia, e sferzano il cuore di conosce la parola grinta.

 

Luca: riascoltato nel discorso di John Wooden a Ted.com

Come si cammina sui massi (quando la via o la vita diventa impervia).

Posted by on novembre 21, 2014 in Aumentare le possibilità, Come raggiungere i propri obiettivi, Educazione, Educazione fisica, Esercizi, Imparare, Metafore, Muscoli Mentali, Obiettivi, percezione, Stratagemmi, Strategie | 0 comments

massi capodistria koperOggi propongo questa metafora: quando la via o la vita diventa impervia, come si cammina sui massi? Ok Luca, che tipo di massi? Perché ci sono massi e massi. Certo intendo quelli tipo quelli nella foto qui a destra, sui quali è molto difficile fare passi regolari. Io usavo camminare su questi massi quando vivevo a Capodistria per allenare il senso dell’equilibrio e la confidenza al senso del pericolo. Perché una caduta su questi massi può essere rovinosa. Tuttavia il senso solo affrontando le paure, uscendo dalla nostra zona di confort, e attraverso un percorso di crescita e potenziamento, aumentiamo le nostre capacità e la nostra sensibilità. Ho trovato che allenarmi a camminare in modo anche spedito e a volte correre su questi massi può insegnare qualcosa che può essere utile anche nella vita. Vediamo cosa …
Continua a leggere “Come si cammina sui massi (quando la via o la vita diventa impervia).” …

Giudizio e comunicazione.

Posted by on ottobre 6, 2014 in autoinganni, Citazioni, Come migliorare la comunicazione, Comunicazione, Credenze Strategiche, Definizioni, Distinzioni, Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione, imparare a imparare, Metafore, Muscoli Mentali, Muscolo Decisioni Scelte | 0 comments

Comunica bene se vuoi essere bene giudicato e se vuoi bene giudicare.

Con questo aforisma sintetizzo quanto credo relativamente al giudizio.

Faccio notare sempre che il vecchio detto “non giudicare se non vuoi essere giudicato
è falso, perché la mente giudica sempre, non può non farlo, può non esprimerlo ma giudica comunque.

Quindi trovo ipocrisia
(dal greco YPO-KRISIS dove ipo=sotto crisia=spiegato)
quindi sotto-spiegato dove sotto sta per poco, o per nulla spiegato, l’atteggiamento del silenzio del giudizio. Situazione che ci fa poi dire cose come: “non sapevo, pensavo che” (in tal caso ricordo il detto: pensare vuol dire non sapere niente).

Trovo molto più evoluto nel sapere affermare: Comunica bene se vuoi essere bene giudicato e se vuoi bene giudicare.

La buona padronanza della comunicazione sta alla base della buona comprensione pertanto del buon giudizio. Allo stesso modo padroneggiare la comunicazione è il requisito fondante per ottenere dei buoni giudizi. L’elusione del giudizio è una richiesta e un atto da ignorante.

Chiedete ai migliori programmatori al mondo di creare un computer che giudichi sempre e sappia cambiare giudizio in base all’interazione con l’esterno, quindi con le informazioni, apprendere e quindi crescere e migliorare, e vi diranno che è complicatissimo da realizzare che ancora non lo sanno fare come lo facciamo noi perché tutto questo è intelligenza artificiale.

E’ così complicato giudicare che un giudizio è spesso un’operazione molto lenta per il nostro cervello. Dove per lenta parlo dell’ordine del secondo, per problemi affrontabili con soluzioni preconcette. Indicativamente il cervello fornisce sempre soluzioni veloci, ma anche la capacità di analisi di farci percepire che l’analisi fatta debba essere rivista e o corretta perché mancante di informazioni, in tal caso ci troviamo difronte a elaborazioni che necessitano tempo di ricerca piuttosto che tempo di analisi e la ricerca può durare ore, giorni, mesi, anni, per risolvere problemi non affrontabili correttamente con soluzioni preconcette. Una volta trovato la nuova soluzione essa stessa diventa un preconcetto. Dove il preconcetto è un pacchetto di informazioni già analizzato, giudicato e catalogato che usiamo per fare confronti quasi istantanei.

Relativamente a questa velocità di elaborazione del nostro cervello Tony Buzan, uno dei più grandi conoscitori dei meccanismi di apprendimento del cervello umano, scrive:

[…] ognuno di noi ha 1.000.000.000.000 (mille miliardi) di cellule cerebrali, ma i collegamenti tra esse possono formare un numero incredibilmente elevato di schemi e di trasformazioni. Come ha calcolato il neuro-anatomista russo Pyotr A. Anokhin, questo numero è talmente grande, che per scriverlo servirebbe una striscia di carta lunga circa dieci milioni di chilometri! Con la nostra capacità innata di integrare e destreggiarci tra molteplici miliardi di bit di dati, è divenuto evidente, per coloro che si occupano della ricerca sul cervello, che un adeguato allenamento del nostro fenomenale bio-computer (che in un secondo può calcolare ciò che un computer Cray, a 400 milioni operazioni al secondo, impiegherebbe 100 anni per calcolare) accelererà e aumenterà enormemente la nostra capacità di risolvere problemi, analizzare, stabilire priorità, creare e comunicare. […]

A mio avviso è proprio l’ignoranza sul cos’è il giudizio che fa esprimere l’affermazione “non giugicare”.
E ribadisco il cervello non può non farlo, può non esprimerlo. Se la decisione di non esprimere un giudizio è data dal desiderio di avere più informazioni prima di esprimerlo è cosa lodevole. Ed è proprio questa che va incentivata e coltivata invece di sedarla con finte massime (che sono vere e proprie minime) come appunto: non giudicare se non vuoi essere giudicato (terrorismo psicologico a mio avviso).

Il buon giudizio va coltivato come si fa per con il proprio orto, attraverso la conoscenza delle regole, e tecniche della comunicazione, così da dare buoni frutti. Inoltre il giudizio è lo strumento attraverso il quale passano le nostre “scelte” o quelle che chiamiamo “non scelte” ovvero procastinazioni (rimandamenti). Un giudizio ben allenato, attento, saldo, erudito, maturo, evita di impantanarsi nelle sabbie mobili delle procastinazioni. Mentre creare un popolo che non giudica, ma delega la funzione del giudizio, crea un popolo di pecore.

Esercizio per la mente per aumentare le possibilità.

Posted by on ottobre 3, 2014 in Aumentare le possibilità, Educazione, Esercizi, FARE, Muscoli Mentali | 0 comments

Esercizio molto interessante per la mente
serve per aumentare le possibilità
e stimolarci ad uscire dal pensiero preconcetto
(decisamente in stile Milton Erickson)
Per 30 Giorni
Cercare 10 soluzioni diverse allo stesso problema
= 300 Soluzioni.
Non è per nulla banale. Secondo me la maggior parte si ferma a 15 e c’è un perché che è dato dal fatto che tutta l’educazione scolastica è incentrata allo sviluppo delle capacità razionali e non di quelle creative, e quindi (per estrema semplificazione) sviluppiamo maggiormente la parte del “cervello dell’emisfero Sinistro” che quella dell’emisfero Destro.

Eppure le intuizioni, per quanto ne sappiamo, sono proprie dell’emisfero Destro. Intuizioni, che spesso ci fanno risolvere i problemi della vita, chiamate anche non a caso “salti logici”. Dove per salto logico non è inteso che abbiamo messo da parte o dobbiamo mettere da parte la logica, quanto invece che il pensiero intuitivo, che è proprio della parte più creativa del nostro cervello, ci fa arrivare alla soluzione in un solo balzo. Poi spetta alla logica (emisfero sinistro) guardando dalla soluzione verso a priori, capire i gradini mancanti per arrivare fino alla soluzione passo dopo passo. Questa seconda parte, di razionalizzazione della soluzione è quella che ci consente la piena comprensione (comprendere = prenderla insieme, sia con la logica che con il pensiero creativo.)

Imparare i Verbi Inglesi con il Rap

Posted by on settembre 22, 2014 in Appunti, Creatività, Educazione, Imparare, imparare a imparare, Memoria, video | 0 comments

Ecco un modo divertente per imparare i verbi inglesi. L’autore di questo Rap in rima, sfrutta alcune tecniche di memorizzazione. Una di queste l’assonanza, la rima, la cantilena, unita al ritmo, ed al divertimento, aiutano a stimolare oltre all’interesse, più neuro associazioni nel nostro cervello. Per questo motivo risulterà più facile ricordare delle serie di parole declinate in rima cantate che studiate solamente attraverso la noiosa ripetizione.

Respirazione profonda, come faccio.

Posted by on settembre 10, 2014 in AutoDisciplina, Educazione, Educazione fisica | 0 comments

La respirazione profonda è l’esercizio basilare di molte discipline. Viene usato per rilassarsi, per pulire l’organismo dalle tossine, per riprendere il controllo e la concentrazione, per meditare, per l’autoipnosi, e per sconfiggere l’insonnia e addormentarsi.

Pulire l’organismo dalle tossine: con la respirazione profonda mettiamo in movimento il sistema linfatico, il quale ricordo ha più litri del sistema sanguigno. Vedremo più sotto che nella seconda e terza fase della respirazione profonda creiamo un effetto “pompa” che stacca le tossine dai linfonodi e le spinge fuori dall’organismo attraverso i vari orifizi e la pelle.
Un altro modo per ottenere lo tesso risultato è attraverso il movimento fisico, camminare, correre, ballare.

Riprendere il controllo, rilassarsi o concentrarsi. Il controllo della respirazione e respirazione profonda sta alla base di alcune tecniche di meditazione dove il primo obiettivo e staccare il pensiero, spostandolo sull’ascolto del respiro e del rilassamento muscolare, sciogliendo inutili ed energivore contrazioni muscolari.

 

Le 3 fasi della Respirazione Profonda.

Fase 1) inspirazione – attraverso il naso per alcuni secondi, ad esempio 4 o 8, o più lenta, deve essere lenta,
facciamo l’inspirazione ventrale e di seguito toracica, quindi gonfiando per prima la parte bassa della pancia, salendo man mano gonfiando il petto fino alle spalle.

Fase 2) trattengo il respiro – tanti secondi quanto ho inspirato (+ o -) quindi 4, 8 o più lenta. Consiglio di partire inizialmente con pochi secondi e man mano aumentare la capacità sia di inspirazione che di trattenimento. Evitare di gonfiarsi fino al limite ultimo perché trattenere il respiro in questo stato può essere inutilmente dispendioso di energie. Imparare piuttosto a spostare gradualmente più in là il numero di secondi di inspirazione e trattenimento del respiro.

Fase 3) espirazione espiro partendo sempre dalla pancia, e cerco di svuotare tutto molto lentamente, il doppio di secondi dell’inspirazione, quindi se ho inspirato per 4 secondi espiro per 8 o più se ho inspirato per 8 secondi espiro per 16 o più lentamente e così via. Il numero di secondi è indicativo, trovate il vostro tempo.
Molto importante: mentre espiro questa è la fase nella quale rilasso i vari muscoli che sento tesi (quindi è molto importante imparare l’ascolto della muscolatura) e imparare a rilassarli. Immaginiamo di portare l’ossigeno in ogni muscolo che sentiamo contratto, e mentre espiriamo impariamo a rilassarlo. Questa è la stessa tecnica di respirazione che usiamo negli allungamenti muscolari (Stretching).

 

Ricordiamoci sempre che il respiro sta alla base della nostra energia. Perché possiamo non bere per molte ore, e sopravviviamo tranquillamente, possiamo non mangiare per giorni e viviamo tranquillamente, ma se non respiriamo per pochi minuti non possiamo sopravvivere. Allo stesso modo, se beviamo poco e male, il nostro organismo ne soffre, se mangiamo male, cibo spazzatura, cibo morto, cibo industriale, questo cibo oltre a sottrarci energia ci toglie la salute ed è causa della maggior parte delle malattie fatali di questo secolo. Allo stesso modo se respiriamo male, se respiriamo aria inquinata, se respiriamo fumo di sigaretta sia passivamente che attivamente, se respiriamo smog automobilistico e industriale, se respiriamo prodotti di combustione,  il nostro livello di energia sarà estremamente compromesso e la nostra salute sarà presto compromessa.

 

Ricordiamoci infine quindi:

  • qualità dell’aria e qualità della respirazione cioè respirazioni profonde e attività fisica di qualità
    – evitare smog cittadino, smog industriale, fumo di sigaretta sia attivo che passivo, fumi vari di qualsiasi combustione

 

  • qualità dell’acqua cioè succhi di frutta fatti con estrattore, e succhi verdi di alimenti rigorosamente biologici, e bere acqua di qualità
    – evitare acqua di pessima qualità, acque acide, acque inquinate (purtroppo anche l’acqua dei nostri rubinetti a volte sono inquinate

 

  • qualità del cibo, mangiare cibo biologicamente vivo (perché gli enzimi vengono distrutti oltre i 50/60 gradi di cottura) come frutta e verdura e crearsi una cultura di qualità sul cibo, imparare ad abbinare i cibi per una corretta alimentazione digestione e detossicazione, e dove possibile coltivare il proprio cibo;
    – evitare/ridurre l’assunzione dei 3 veleni bianchi (farina bianca, zucchero bianco, sale), evitare i grassi idrogenati, evitare/ridurre i grassi saturi, evitare diete ricche di proteine, evitare cibo morto, cibo spazzatura, cibo industriale, evitare di mangiare almeno da 3 a 5 ore prima di andare a dormire.

Comunicazione assertiva, questa sconosciuta: “non giudicare”.

Posted by on agosto 16, 2014 in Comunicazione, Comunicazione Assertiva, Educazione | 0 comments

Comunicazione, errori di mancata assertività e omissione delle motivazioni/spiegazioni:
“Non giudicare”, “non devi giudicare”, ecco un altro esempio di comunicazione per nulla Assertiva (questa sconosciuta).
Corretto sarebbe affermare: “non condivido il tuo giudizio perché … (spiegazione), la penso diversamente perché … (spiegazione)”.

Perché è corretto? Perché esprime il proprio punto di vista senza imporre all’altro cosa dovrebbe fare (in base a non si sa quale motivo, perché omesso nella frase “non bisogna giudicare” e tutte le altre simili).

Ma anche se dopo “non devi giudicare” ci fosse una spiegazione, resta comunque una comunicazione non Assertiva.
L’assertività parte dal presupposto che noi possiamo asserire quello che riguarda noi stessi, senza imporre all’altro indicazioni, esortazioni e comandi, attraverso comunicazioni manipolative, imperative, e di fatto invasive.

Finito di preparare il nuovo corso di Lettura Veloce e Memorizzazione efficace che presenterò a Settembre a Trieste, passerò a realizzare un manuale di comunicazione Assertiva, promesso.