Che cos’è la creatività e come diventare creativi.

Posted by on marzo 17, 2013

Spesso uso questa metafora per spiegare cos’è la creatività: la creatività è un muscolo.

  muscolo della creatività, creatività, cos'è la creatività,

Tuttavia essendo questa una “riduzione di senso” è monca di un’altro concetto fondamentale, cioè la creatività è come un linguaggio, più frasi conosci, più ricco sarà il tuo modo di esprimerti.

 

Vediamo di capire insieme cosa racchiudono questi due aforismi…


La metafora, la creatività è un muscolo,

mi serve per far capire che la creatività ha bisogno di allenamento per acquisirne la maestria artistica.

Arte deriva da Arto.

Tant’è che nella stessa parola “arte” o “maestro d’arte”, il senso originario del termine era di acquisita Maestria con l’Arto, prima che mutasse verso significati metafisici che ci rendono la comprensione meno immediata. Pertanto come possiamo vedere nel significato originale “Maestro d’Arte” è colui che produceva in genere manufatti con gli Arti, con le forza delle braccia e con le mani, è colui che ha allenato ed educato le gesta delle proprie articolazioni, dei propri muscoli per fare in modo che riescano a produrre una musica, un quadro, una statua, del ferro battuto, cucire un tessuto, scrivere, cucinare, massaggiare, mi fermo qui perché potrei andare avanti con migliaia e migliaia di esempi diversi.

Lo stesso Michelangelo Buonarroti, nella sua opera “La Creazione di Adamo“, realizzata più di 500 anni fa, nel 1510, ha voluto simboleggiare l’atto creativo attraverso due arti (nell’azione di toccarsi).

 

La seconda metafora: la creatività è come un linguaggio, più frasi conosci, più ricco sarà il tuo modo di esprimerti. 

Mi è utile per spiegare l’importanza dell’acquisire “fraseggio”. Il linguaggi è quando di più creativo ha l’uomo, ed è parte di noi. Tutti comunichiamo, e la comunicazione è qualcosa di incredibilmente creativo, solo che i più non ci pensano.

L’errore da evitare è di attribuire capacità creative solo ai maestri.

Molti attribuiscono capacità creative solo ai maestri dello scrivere magari come Shakespeare, o altri, ritengono maestri quelli capaci di distillare dalla comunicazione e cristallizzare in gemme di significato racchiuse negli aforismi.

Ogni comunicazione è un espressione della creatività.

Ogni comunicazione è un gesto incredibilmente creativo di una bellezza che a fermarci a pensarci un attimo è qualcosa di meraviglioso.  Perché la maggior parte della massa dell’universo non comunica, solo una piccolissima parte di questa, cioè gli esseri viventi comunicano. E solo una parte ancora più piccola comunica solo per il piacere di farlo.

Come evitare di credersi senza capacità creative?

Quando sento dirmi da una persona che “non è creativa”, so che sta esprimendo un pensiero molto riduttivo e limitante, mi sta dicendo qualcosa del genere: “credo che la creatività sia qualcosa come quelle cose che vedo nei quadri, o sento nella musica, io non credo di sapere disegnare, né di suonare quindi (ergo) non sono creativo”.

• E se il problema in realtà fosse solamente sostituire questo pensiero (opinione) per scoprirsi molto creativi?

Perché magari è un “Maestro d’Arti”, magari è un muratore che sa come tirare su un muro dritto e solido, magari è un programmatore che sa scrivere del codice software, o magari è una cuoca che sa cucinare con le sue mani dei manicaretti.

Un musicista come un pittore, hanno dovuto fare migliaia di gesti al giorno per raggiungere la maestria che hanno ottenuto, per riuscire a educare le proprie mani (arti) ad eseguire quei movimenti che gli permettono di produrre le loro “composizioni” artistiche. Ho usato volutamente il termine “composizione” perché l’arte è “composta” da una moltitudine di gesti artistici o meglio articolari, entro i quali abbiamo sensibilizzato, discriminato, fatto delle scelte di gusto personale.

Scoprire di essere sempre stati creativi.

Questo mi ricorda un esempio raccontato da Paul Watzlawick all’inizio del suo libro Il linguaggio del cambiamento:

Nella commedia di Molière “Il borghese gentiluomo”, Monsieur Jourdain vuole scrivere alla sua amata un billet doux (letteralmente biglietto dolce, anche lettera d’amore) e chiede per questo l’aiuto del suo precettore. Questi vorrebbe prima di tutto sapere se il biglietto deve essere scritto in prosa o in versi. Dapprima Monsieur Jourdain scarta entrambe le possibilità; ma quando gli viene spiegato che non ne esiste una terza, fatica a riprendersi dallo stupore nell’apprendere di aver parlato per quarant’anni in prosa senza saperlo.

Durante i miei corsi ballo mi capitano situazioni simili quando inizio a spiegare il ritmo. Ci sono persone che credono di non avere il senso del ritmo e del tempo, e quando spiego loro che ognuno di noi ha in se delle capacità innate di senso del ritmo perché le parole, il linguaggio è composto da parole che comprendono già tutti gli elementi di base del ritmo, e che per parlare i nostri muscoli del viso si muovono usando ritmi semplici e complessi, molti rimangono stupefatti dall’apprendere di essere già padroni del ritmo senza saperlo.

Il vantaggio della metafora “la comunicazione è come un linguaggio”.

Il vantaggio di credere che la creatività è simile ad un linguaggio, ci aiuta a comprendere che se abbiamo più modi per esprimere la stessa cosa, vuol dire riuscire a acquisire più possibilità di discriminazione cioè più capacità di percepire in modo sensibile quale sfumatura vogliamo scegliere di esprimere creativamente. Grazie a questa capacità acquisita, appresa,  più ricca sarà la nostra capacità creativa.

Per raggiungere questo livello c’è bisogno prima di imparare quante più “frasi” e distinzioni possibili, attraverso un percorso di apprendimento ed esplorazione.

Un’esempio che mi piace fare è quello del Jazz. Il Jazz è una dei modi più complicati e raffinati di suonare musica. Anche nel Jazz quando decidiamo di approcciare a questo stile, una delle prime cose da apprendere sono le diverse “frasi musicali” di diversi autori, in modo da arricchire la nostra capacità di esprimere fraseggi musicali.

In sintesi.

Come abbiamo visto, il primo passo è imparare le parole che compongono il linguaggio creativo, o in altri ambiti, i gesti, i movimenti. Il secondo passo è fare tanta pratica (rafforzare il muscolo), e sopratutto giocare e divertirsi mentre lo facciamo.

E, importante, qualsiasi cosa iniziate a fare, ricordatevi della metafora del bambino che impara a camminare:

per imparare a camminare bisogna, provarci, cadere, e rialzasi,
finché i muscoli e l’equilibrio diventano forti,
tanto da farci poi correre e saltare.

Buona creatività a tutti.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo precedente:
Come scopriamo le novità.

Guardate questo video, e vedremo come questo artista in pochi minuti ci aiuta a comprendere un aspetto importante per la...

Chiudi