Il linguaggio del corpo che influisce sulla propria mente.

Posted by on Maggio 23, 2015

La mente influisce sul corpo come il corpo influisce sulla mente, è una comunicazione bidirezionale e il corpo, grazie anche a più cento mila neuroni può averne memoria.

Usare il corpo per influenzare, condizionare, migliorare la propria mente è conosciuto da tempi immemori. Prima di proporvi la visione del video di Amy Cuddy che propone alcune considerazioni a riguardo faccio una breve cronistoria di quello che ricordo dalle mie letture sull’argomento.

Riferimenti al “fare come se” cioè fingere di fare con il corpo per convincere la mente li abbiamo nella filosofia Greca, e negli stratagemmi orientali.

Facendo un balzo verso i tempi più recenti (diciottesimo secolo probabilmente) ricordo di aver letto che nei fortini statunitensi veniva insegnato ai giovani tenenti e capitani come avere coraggio per ispirare gli altri militari: fingendo di averlo se non c’era.

Alla fine dell 1800 Hans Vaihinger scrisse la filosofia del “come se”

Il pensiero di Vaihinger emerso nell’opera “La Filosofia del come-se” ruotò sulla costruzione che tutta la conoscenza, costituita dalle categorie e dai giudizi percettivi, è finzione, accolta e conservata solo perché utile. (Fonte Wikipedia.it)

In tempi quasi contemporanei, prima anni 70 e anni 80) potrei citare il libro di Maxwell Maltz “Psicocibernetica” a tal riguardo, e successivamente quello di Anthony Robbins “Unlimited Power” e “Awake the Giant Within” nei quali usa lo stratagemma di “cambiare fisiologia” per condizionare la mente portarla in uno stato vantaggioso ed ottenere nuovi risultati.

Oggi in questo video pubblicato da Ted.com la Psicologa Amy Cuddy affronta magistralmente due aspetti importanti di come il corpo influisce sulla mente.

  • Il primo: come il linguaggio del corpo influisce sulla propria mente. Dimostra con esperimenti sociali e dati alla mano come determinati comportamenti stimolano gli ormoni a secernere più testosterone e meno cortisolo, risultato: più sicurezza, più propensione al rischio, meno stress, meno paura.
  • Il secondo: dimostra la profonda inefficacia e inefficienza della maggiore critica posta al “fare come se” percepito come “fingere” (non sono me stesso).
    Amy afferma infatti: “Non fingere fino a farcela, fingi fino a diventarlo“.
    A tal riguardo mi piace ricordare che:
    la spontaneità è sempre l’ultimo apprendimento“,
    ovvero una cosa diventa spontanea grazie a quello che abbiamo appreso e provato, sperimentato, prima nel tempo.

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