Il potere della chiarezza e della determinazione – Tony Robbins.

Posted by on gennaio 28, 2012

Ci sono certe relazioni inutili, controproducente che prima le troncate meglio è. Poi come insegna Stephen Covey, ci sono altre relazioni chiamate traformazionali. Cosa vuol dire? Vuol dire che certe relazioni ci cambiano. Ci fanno crescere.

Ho un debito di riconoscenza nei confronti di Anthony Robbins, perchè nel 2000 quando lessi i suoi libri, le sue parole hanno condizionato e arricchito la mia mente, la mia conoscenza, quindi la mia vita. E tutto ciò attraverso dei libri. Che gran potere che possono avere i libri. Ma non sono i libri in se che hanno potere ma quello che vi è scritto dentro che può averne. Anthony ha il potere di essere molto chiaro, ed efficace nella sua comunicazione. E qui ne abbiamo uno splendido assaggio.

Vorrei far notare che Anthony non nasce dal nulla, “nessuno nasce imparato” come dice il detto. Nello stesso video racconta che il suo formatore, quando Tony aveva 24 anni, era stato Jim Rohn. La conoscenza unama è in evoluzione e viene tramandata da persona a persona, da intelligenza a intelligenza.

Vorrei far notare anche un’altra cosa. Perché i formatori hanno più storia recente negli USA che in Italia?

Al di là del fatto numerico, cioè che sono 5 volte noi, i più famosi formatori sono in genere Americani. Ed i formatori Italiani, spesso tra le loro skill c’è di aver frequentato i loro corsi. Perché negli Stati Uniti hanno la cultura dell’insegnamento come valore. Non è un caso che i migliori formatori al mondo degli ultimi decenni siano Americani. Consideriamo che le migliori università del mondo sono negli Stati Uniti. Dove per migliore non viene usato un termine generico o di preferenza, ma viene misurato in base a quante pubblicazioni scientifiche fanno e quanti premi Nobel sfornano.

Mentre in Italia sopravvive ancora purtroppo il detto Latino: “mors tua vita mea” (morte tua vita mia) insieme alla piaga del nepotismo. In Italia abbiamo ancora la credenza che il migliore è il più furbo. E’ questa credenza arriva da lontano, dalle molte guerre e dalla cultura della guerra, come descritta già nell’Illiade. Ulisse descritto come il più furbo, colui che con uno stratagemma ingannò i Troiani. E così per mille altre guerre e battaglie, l’astuzia del più furbo in guerra creava eroi, e sconfitti. Annibale con un esercito 6 volte inferiore decimo 200mila Romani, usando l’inganno, e una raffinata capacità di manovra, studiata ancora oggi nell’arte bellica. Viviamo in una terra che in più di 2000 anni di storia ha visto mille è più battaglie e guerre.

Ma in tempo di pace? La credenza del più furbo è completamente deleteria, e dovrebbe lasciar posto alla credenza del più meritevole.

 

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