La bellezza è scegliere cosa fare (tra i propri Desideri).

Posted by on giugno 5, 2012

Ho scritto, anche se mi piace di più dire ho parlato, della bellezza, del fare e del potere della distinzione per scegliere in modo efficace.

Oggi vorrei parlare della bellezza. E di quanto poco sapevo di ciò. Ben inteso che bellezza non è il significato popolare di giovane e bella donna. Ma è qualcosa di molto diverso e molto importante.

Venite a scoprirlo con me, perché è da giorni che crescono dentro di me questi pensieri ed ora sono maturi da raccogliere.

Anche se da 12 anni mi occupo direttamente di bellezza, creando comunicazioni visive pubblicitarie, e con una certa sicurezza ed arroganza penso di saperle realizzare “belle ed eleganti” per i miei clienti, posso ora dire, che avevo orbitato intorno alla bellezza senza mai atterrarci. Esercitavo la bellezza senza la consapevolezza. E l’ho per così dire guardata da lontano come si fa con la luna la sera, e ridipinta in mille lavori diversi.

Oggi riflettendo e approfondento, (aprire per andare in fondo) su vari temi e momenti della mia vita, mi accorgo che sono arrivato là varie volte, a quella fermata del treno, quel binario, l’ultimo della stazione, quello che devi camminare parecchio per arrivarci, che non sembra nemmeno più dentro alla stazione, dove trovi un treno con molti posti vuoti, e pensi che sarà così perché è il meno richiesto, e la destinazione forse sarà un paesino fuori mano di quelli che ci vanno in pochi.

Eppure è là, su quel binario che mi hanno portato, come vederemo, alcuni autori e attori, a cercare di farmi prendere quel treno, per andare a scoprire cos’è la bellezza.

Già ma a quanti interessa?

Se io per 12 anni l’ho guardata e dipinta, e l’ho mostrata a centinaia di migliaia di persone, ed ognuno di loro ha guardato la bellezza senza chiedersi:

cos’è e perché è importante? 

Come dicevo, varie volte sono arrivato a questo binario fuori dalla stazione, e poi non ho continuato il viaggio, non sono montato sul treno dell’approfondimento.

Forse la prima volta sono arrivato là seguendo la vita e le opere di Nietzsche. Lungo il suo percorso di annientamento del senso, riassunto nel termine nichilismo, affermava che l’unica cosa che avrebbe potuto salvare l’uomo sarebbe stata l’arte, quindi in qualche modo la bellezza.

Poi ci sono arrivato portato ben due volte da Baricco, che per fortuna ho letto ed ascoltato dopo Nietzsche. Baricco ha avuto su di me l’effetto come la scoperta del Jazz può fare ad uno che ha appena imparato il Blues, cioè la scoperta della sconfinata possibilità creativa.

Alessandro BariccoLa prima volta che Baricco mi ha messo di fronte all’importanza della bellezza fu ascoltando la sua versione dell’Illiade. In quel momento mi arrivò che “La Bellezza” e comunicare una “Nuova Bellezza” era qualcosa di filosoficamente e umanamente importante. 

Vibrai come un diapason percosso ma ancora senza capire il senso della nota che stavo suonando.

Più di un’anno dopo, per una seconda volta Baricco mi ha portato a riflettere sulla Bellezza, guardando la registrazione video di un suo spettacolo teatrale. Con il suo modo di dipingere le parole, Baricco, attraverso il racconto di un bambino che saluta un treno, disegna un’altro quadro per tentare di spiegare cos’è la bellezza.

Tuttavia anche questa volta non ho colto in profondità il senso, e sono tornato indietro. Ho goduto di quel momento bellissimo durante il quale Baricco cercava di spiegarmi la Bellezza e l’importanza di farla durare, ma ancora una volta non l’avevo presa, digerita, interiorizzata (o come direbbe una mia amica “messa in carriola”).

Il terzo che m’ha portato a ragionare sulla bellezza è stato Benigni con una leggerezza e velocità “fulminante” (come direbbe Nardone). Mi ha portato a cogliere il significato di Bellezza, almeno quel significato utile, valido e bello per me, che oggi voglio condividere.

 

Roberto BenigniBenigni dice in questo video Tratto dal film “La tigre e la neve”:

“La Bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.” 

 

Sdaaaaaang! E’ suonata la campana nel mezzo del mio cervello! Eccola! E’ lei! La Bellezza! Questa si è la Bellezza! Signore e Signori: la SCELTA.

E come dicono gli americani del texas con cui qualche volta chatto per lavoro: gotcha!
Ho capito! Ti ho preso!

 

E il significato è giustamente Bellissimo. La Bellezza è Scegliere.

 

Anthony RobbinsE come scrive molto bene Anthony Robbins, nel libro “Awake the Giant within”, esperto a riguardo di “scelte”,

“la scelta è tale solamente quando è seguita dall’azione.” Pertanto la Bellezza è scegliere cosa fare.

 

Perché le Scelte non seguite da azioni, sono solo desideri, o come dico più duramente io “aborti di scelte”, scelte autosabotate o disinnescate.

Perché le azioni seguite da una scelta sono sempre qualcosa di dirompente rispetto al passato. Le Scelte Rompono la linea retta della rotta (per fare un gioco di parole).

Il significato di Scelta appare bello ai miei occhi pure lui.

Seguitemi in questa immersione subacquea nell’etimo, quindi nella storia e radici delle parole.

Scelta quindi “Scegliere” deriva dal latino EX-LÈGERE o meglio EX-ELIGERE o ELIGERE (Eleggere)

che a sua volta è composto dalla particella “E” di “LÌGERE” e indica separazione dal LÈGERE che deriva da Leggere 

che discende a sua volta dal Greco LEG-EIN che vale anche per Discorrere,

dove la radice LEG in molte lingue antiche significava “Raccogliere”.

Infatti ancora oggi usiamo a volte chiedere dopo un Discorso se l’interlocutore ha Colto (preso) quello che abbiamo detto.

Dove anche la parola Colto, ha il senso oggi di colui che sa, perché ha molto letto, cioè sa perché ha saputo dove e cosa “raccogliere”. E forse questo modo di comunicare ci arriva dal nostro passato antico e remoto e primitivo di “Raccoglitori”.

Allora Scegliere deriva da ELÌGERE, separare (Dividere) la parte buona Raccolta dalla peggiore.

Questo significato è sopravvissuto nel senso di “Eleggere” dove appunto indichiamo la scelta di una persona che ci sembra meglio di altre.

Faccio notare anche

che Dividere deriva da latino DIV (che sta per Separare e con tale significato si usa ancora oggi in informatica) e VISUS (che sta per “il mezzo”, cioè in due come voleva dire orignariamente in Sanscrito il termine DVIDHA). E che DIV-VID-ERE può derivare anche da VID-ERE (per vedere) che ha il senso originario di Sapere, Apprendere, Giudicare, Cercare, Trovare.

e che il sinonimo di Scelta “Decidere”, che ci arriva invariato da latino DE-CIDERE, voleva originariamente significare, tagliar via, mozzare, appunto Dividere.

 

Allora ricapitolando, il senso etimologico di Scegliere è: fare una separazione, relativamente alla Bellezza, tra quello che piace e quello che non piace. E ricordiamoci che il saggio Anthony Robbins ci ha insegnato che una scelta è tale solo se seguita da una azione coerente ad essa.

Metaforicamente possiamo vedere la Scelta come un bivio, una strada divisa in due, e noi dobbiamo Decidere quale prendere, dove andare, cioè cosa fare nella vita.

Pertanto la Bellezza (nella vita e della vita) comincia quando cominciamo a Scegliere cioè che ci piace fare. 

 

Se non sappiamo più cosa ci piace fare? 

Può capitare che non sappiamo più cosa ci piace fare. Ecco due validi e potenti aiuti.

1°) Sempre Anthony Robbins propone la strategie della bacchetta magica.
Mettetevi su un tavolo completamente sgombro, con 1 foglio bianco e una matita, ed immaginate di avere una bacchetta magica con la quale poter sicuramente fare ciò che volete (e dipende da voi). E scrivete quello che vi desiderereste avverare con questa bacchetta magica. Ricordatevi che devono essere cose che dipendono da voi e non dagli altri (perché ognuno è artefice del proprio destino).

2°) Come afferma Baricco in un suo bellissimo racconto (che in questa grafica vi riporto): non sarà né il Dovere, ne l’Onestà, o essere Buoni, e Gisuti a salvarci. Sono i Desideri che ci salvano, se stiamo dalla parte dei Desideri se Scegliamo loro, i nostri propri Desideri, e non quelli degli altri, ci salviamo e creiamo una vita bella da vivere.

Alessando Baricco, Desideri,

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2 Comments

  1. Pezzi da letteratura nei blog è raro leggerli……..
    complimenti

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