La Depressione come strategia di elusione dell’ignoto.

Posted by on marzo 12, 2012

Spesso parlo di strategie di miglioramento. Oggi parlerò invece di una strategia di elusione, di autosabotaggio. Perché è fondamentale conoscere anche le strategie che usiamo per autosabotarci, in modo da disinnescarle, da evitarle.

Ad esempio quella che con una parola definiamo (e quindi creiamo) la Depressione.

La depressione può essere tante cose, ma una delle definizioni che preferisco è: la depressione è come l’Ave Maria, come una preghiera purgante. Quando qualcosa non va come vorremmo, o come gli altri vorrebbero che andasse ci addoloriamo per mostrare empatia, da una parte, e per assolverci attraverso l’espiazione del dolore dall’altra. Mostrandoci impegnati nel dolore agli altri o a noi stessi, ci dimostriamo di aver fatto comunque qualcosa. In genere il dolore che proviamo è una strategia di elusione, per evitare di affrontare qualcosa, spesso l’ignoto, per evitare di uscire dalla zona confort.

Mostrarci addolorati è una strategia di comportamento che abbiamo imparato fin da piccoli. Piangendo ottenevamo attenzione, cibo, coccole, protezione. E funzionava così bene da infanti che proviamo a continuare la stessa strategia anche da adulti.

Detta in sintesi: “se qualcosa non è andata come volevo, posso sempre soffrire e mostrare a me stesso e agli altri che ho comunque fatto qualcosa, soffrire“. Tuttavia è più probabile che questa sia solo una strategia di elusione dall’affrontare qualcosa di ignoto.

Il paradosso è che tutto quello che ora ci è noto prima è stato ignoto. E che ogni conquista passa attraverso un’apprendimento esplorativo.

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi articolo precedente:
ChromeVox contro SpeakComputer.com Web Browser = 0 a 1

Ho testato ChromeVox e SpeackComputer Web Brower. ChromeVox è una app da aggiungere a Chrome, mentre SpeackComputer Web Brower è un...

Chiudi