La potenza della comunicazione. Senza non esistiamo.

Posted by on marzo 20, 2013

Per mia esperienza è meglio sopravvalutare che sottovalutare l’importanza e la potenza della comunicazione.

La comunicazione interna ed esterna ha effetti psicosomatici e pragmatici (cioè genera, fa produrre azioni, ci spinge all’azione).
Ecco degli esempi:

• l’umorismo, le battute ci possono far ridere, fanno scaturire in noi un effetto psicosomatico, cioè che dalla psiche produce effetti sul soma (corpo), il riso può produrre effetti, spasmi così potenti da non essere a volte controllabili e possono farci cambiare l’umore.


Ecco un esempio famoso tratto dal film Brian di Nazareth di Monty Python.



• le parole di un discorso possono far esaltare una massa, al di là di essere d’accordo o meno con i contenuti, ecco un esempio recente, dove il premio Nobel Dario Fo, parla dopo Beppe Grillo, in piazza Duomo a Milano.




•Le parole dette da una persona o da se stessi possono far piangere, soffrire, commuovere, e smuovere quanto di buono c’è in noi.  In questo video Randolph Frederick Pausch, conosciuto come Randy Pausch, sintetizza in 10 minuti quando aveva detto nella sua famosissima conferenza, relativa al discorso abituale che veniva tenuto presso la sua università, con argomento: l’ultimo discorso di un uomo che sta per morire. Nel suo caso la cosa era drammaticamente vera, affrontata con un spirito ammirevole, esemplare, e toccante.


Altri esempi di quanto può essere potente la Comunicazione sono collegati alle credenze, e superstizioni, come ad esempio: voodoo, dove una persona può ancore morire (letteralmente di paura), oppure i malocchi e quant’altro. Ovviamente il potere del voodoo e del malocchio, non sta nella comunicazione in se ma nella mediazione del credere (quindi credere) che quella comunicazione abbia un effetto, (questo a dire in realtà lo è per quasi ogni cosa).

Voglio potare un ultimo e definitivo esempio per dimostrare quanto l’importanza della Comunicazione sia legata alla vita, all’esistenza stessa del genere umano. Quanto vada ben oltre alla cultura,  e venga prima del fatto di conoscere o meno una lingua, degli insegnamenti. E dimostrare infine come “la comunicazione” sia una condicio sine qua non“, (“condizione senza la quale non, [ci può essere]”)  l’esistenza umana.

Questa prova e conoscenza Paul Watzlawick ci racconta <1>

Paul Watzlawick

Paul Watzlawick

che ci perviene già dagli scritti del cronista di Federico II,

Federico II

Federico II

Fra Salimbene da Parma,

Salimbene de Adam da Parma

Salimbene da Parma

il quale più di 750 anni fa, ci narra di un esperimento ordinato personalmente dall’imperatore Federico II, con il quale voleva trovare una risposta alla domanda quale sia la naturale lingua originaria dell’uomo.

A questo scopo egli fece allevare un certo numero di neonati da balie a cui erano state date istruzioni rigorose: esse dovevano prendersi cura dei bambini in ogni maniera, ma, nei loro confronti e in loro presenza, astenersi completamente dall’uso del linguaggio.

Grazie alla creazione di questo vuoto linguistico, Federico II, sperava di giungere a stabilire se i bambini avrebbero cominciato a parlare spontaneamente greco, latino o ebraico.

Purtroppo l’esperimento rimase incompiuto; fu, per dirlo con le parole di Salimbene, “fatica vana, perché i fanciulli morirono tutti”. <2>

Più di sette secoli dopo René Spitz,

René Spitz

René Spitz

psicoanalista austriaco naturalizzato statunitense, che studiò il ruolo formativo della madre, tramite l’osservazione diretta dell’interazione madre-bambino; con i suoi studi su:
marasma infantile

il marasma infatile è un tipo di malnutrizione che si ritiene causata dall’insufficiente dell’apporto di proteine. 
ospedalismo
  l’ospedalismo <3> studia gli influssinegativi della protratta (lunga) degenza in ospedale, dovuti in parte all’isolamento dal comune ambiente sociale; nel caso specifico è riferito al comportamento di bambini cresciuti in brefotrofi
 Brefo-trofo, è composta dalla parola greca Brèphos che vuol dire infante, e dalla parola Trophè che vuol dire nutrimento, educazione, cura. Il brefotrofio è l’istituto che accoglie e alleva i neonati illegittimi, abbandonati o in pericolo di abbandono. Si distingue dall’orfanotrofio, che è invece la struttura di accoglienza dove sono accolti ed educati i bambini orfani, e a cui vengono anche affidati minori abbandonati o maltrattati dai genitori naturali.
 
nei quali la carenza affettiva determinava turbe caratteriali più o meno gravi.

Dagli studi di Spitz  sui bambini ospedalizzati, cioè inseriti in situazioni di deprivazione di stimoli, elaborò la teoria sulla depressione anaclitica (depressione infantile con tendenza all’autoaggressività, dovuta a carenza d’amore materno) e descrisse in ordine progressivo, temporale i comportamenti che si manifestavano nei bambini che venivano separati dalla persona che si prendeva cura di loro.

Nel primo mese: lamentele e richiami;
Nel Secondo mese: pianto e perdita di peso;
Nel Terzo mese: rifiuto del contatto fisico, insonnia, ritardo nello sviluppo motorio, assenza di mimica , perdita continua di peso;
Dopo il terzo mese: cessazione del pianto, stato letargico.

Questi sintomi scompariranno solo quando il bambino ritrova la madre o trova qualcuno che volesse prendersi cura di lui. Un trauma del genere non si risolve del tutto in poco tempo, anzi qualora non dovesse essere superato Spitz afferma, e dimostra, la presenza di ritardi di sviluppo nella totalità dei soggetti osservati e di un aumento del tasso di mortalità.

Fonte: wikipedia

Come concluse Paul Watzlawick,

Paul Watzlawick

Paul Watzlawick

questi studi fornirono la moderna spiegazione del catastrofico risultato dell’esperimento di Federico II relativo a quello che oggi chiamiamo psicolinguistica.

 

In Conclusione.

Attraverso la comunicazione possiamo evocare emozioni. E le emozioni sono quelle che ci fanno prendere le decisioni.

Prova di questo viene dagli studi clinici della psichiatria. Emblematico fu il caso di un paziente che a causa di un trauma cranico avuto durante un incidente automobilistico, riportò un danno all’amigdala, che è una parte del cervello che gestisce le emozioni. A causa di questo danno, questa persona non riusciva più a prendere decisioni.

Pertanto -> La comunicazione evoca e provoca emozioni -> Le emozioni ci fanno prendere decisioni.

Letto questo vorrei vedere chi ha ancora il coraggio di chiamare la “Comunicazione”: fuffa, o fumo senza arrosto!

Comunicazione intesa sia come Retorica, o Psicologia, o PNL, o Comunicazione Pubblicitaria. In ogni campo e ambito.

 

Un ultima considerazione.

Prendersi il tempo per saperne di più sulla propria comunicazione interna, ed esterna:

attraverso la lettura o lo studio della antica ma sempre potentissima Sofistica e Retorica e filosofia di:

Foto Protagora Socrate Platone Aristotele
Nome Protagora Socrate Platone Aristotele
Linea del tempo 486-411 a.C. 470-399 a.C. 428-347 a.C. 384-322 a.C.


oppure della moderna Programmazione Neuro Linguistica (da Richard Bandler e John Grinder in poi)

o della Psicolinguistica o della Psicologia (da Milton Erickson, alla scuola di Palo Alto in poi)

o della Comunicazione Strategica, o Problem Solving Strategico (da Paul Watzlawick a Giorgio Nardone),

o della Comunicazione Persuasiva (maggiore esponente Robert Cialdini),

vi porterà ad una più ampia comprensioni di se stessi e degli altri, della vostra comunicazione intera ed esterna, dell’effetto che fa su di voi stessi e sugli altri.



Note Bibliografiche:

<1> Paul Watzlawick, Il linguaggio del Cambiamento, Elementi di Comunicazione Terapeutica, Feltrinelli editore, settima edizione 2010, pagina 12, 13.

<2> Salimbene, La bizzarra cronaca di Frate Salimbene, Carabba, Lanciano 1926.

<3> Spitz, René A. Die Entstehung der ersten Objektbeziehungen, 2 ed. Ernst Klett, Stuttgart 1960, (tradotto in italino: Il primo anno di vita, Armando ed., Roma 1973).

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