Ordine Vs. Disordine

Posted by on gennaio 22, 2012

Casino dentro, casino fuori, e viceversa.

Intendo non solo il disordine in casa, ma quello ben più impotante del Time Managment (perché non è il tempo che vola siamo noi).

L’Ordine è più proficuo, è più efficiente ed efficace. = Più obiettivi raggiunti e in minor tempo e con minor spreco di risorse ed energie.
Qualsiasi impresa e società ben organizzata ne è esempio.

Quindi l’Ordine impatta su tutto, non solo l’ordine nella propria stanza, sul proprio tavolo di lavoro, nei propri cassetti e armadi. Ma soprattutto nella propria Agenda, e nel proprio Time Managment. Un Time Managment disordinato equivale ad una vita disordinata. Quindi meno proficua, efficiente ed efficace. = Meno obiettivi raggiunti.

E’ fondamentale acquisire la capacità di impostare con Ordine il proprio Time Managment se vogliamo incrementare la quantità di Obiettivi da raggiungere e la propria capacità di crescita. Tuttavia questo è solo uno degli anelli della catena del processo di trasformazione dei Desideri in Obiettivi raggiunti.

Ma se tendenzialmente viviamo in modo disordinato come possiamo diventare Ordinati?

Io credo che un alcune cose ci possono correre in aiuto.

Ad esempio Associare il termine Ordine con Organizzato e Disordine con Disorganizzato. Perché per molti di noi il termine disordine ha connotazioni positive e il termine Ordine invece negative. Qualcuno può aver associata Ordine sensazioni negative, come imposizioni, noia, mentre come Disordine, come libertà, svago, tempo libero, casino, festa, eccetera.  Quindi è importante nel proprio Personabolario modificare l’asssociazione dei termini Ordine e Disordine, e sostituirli il più possibile con Organizzato e Disorganizzato. Ovviamente i termini Organizzato infonde un senso positivo in chiunque, e disorganizzato un senso negativo. Perché probabilmente ognuno di noi avrà goduto di una buona organizzazione e avrà vissuto forti disagi a causa di una pessima organizzazione (disorgranizzazione). Ad esempio quando i treni ritardano e ci fanno perdere le coincidenze, o quando un viaggio, una vacanza organizzata è stata un mezzo disastro a causa delle incapacità organizzative del tour organizer/operator, e così via. Ma anche semplicemente nella gestione dei corsi, certi insegnanti meglio organizzati ottenevano di più e meglio di altri disorganizzati. Ovviamente esiste un limite, un punto di rottura anche nell’Organizzazione e della disorganizzazione. Come in ogni cosa bisogna saper trovare il giusto equilibrio. Ovvero aree di Efficiente Organizzazione, e aree di libera disorganizzazione. Come in ogni cosa servono entrambe. Dipende quando, dove e come. In molti momenti di svago può essere importante mollare un po’ la guida, e andare a briglia sciolta, mantenendo comunque la supervisione della saggezza mista al un po’ d’incoscienza tipica della gioventù.

Pertanto associare il termine Ordinato con Organizzato ci darà una visione chiara della motivazione dell’Ordine.
Da studi fatti (anche se risulterà ovvio), riporre le cose dopo averle usate diminuisce drasticamente il ritrovamento delle stesse la volta dopo che devo essere riutilizzate. Per certe cose come una bibblioteca ci sembra ovvio, come trovare altrimenti un libro in mezzo a milioni. Meno ovvio tuttavia ci può sembrare questo quando abbiamo a che fare con le nostre cose, come ad esempio i documenti, gli appunti, gli attrezzi, e così via.

Eppure ricordiamo, non è il tempo che vola siamo noi. Pertanto il tempo perso a ricercare una cosa non riposta, è vita che se ne và sprecata nella ricerca di un qualcosa che non è stato messo al suo posto (quindi minor efficienza ed efficacia, più tempo per raggiungere gli obiettivi, e meno obiettivi raggiunti a pari unità di tempo, cioè la vita).

Un’altra cosa che ci può venire in aiuto è guardare fuori di noi. La società, le società sono la proiezione dell’evoluzione delle nostre capacità organizzative  (nei secoli). Quali sono le società che funzionano meglio? Ovviamente quelle più organizzate, meglio organizzate, che più hanno investito in cultura e capacità di ottimizzare e migliorare la propria organizzazione e gestione, mettendo in contrapposizione i poteri tra di loro. In queste poche righe ci sono riassunti alcuni punti fondamentali.

Cioè possiamo trovare fuori di noi esempi di organizzazione efficace, anzi li abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, altrimenti le società gli stati, non potrebbero funzionare, e possiamo vedere che gli stati che prosperano di più e più a lungo sono quelli che hanno saputo incrementare le proprie capacità organizzative migliorando la qualità della propria cultura. Ad esempio la qualità delle scuole e delle Università: le università Americane sono tra le prime al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche e numero di premi nobel. E hanno saputo mettere in contrapposizione i poteri tra di loro. Questo aspetto è fondamentale, perché il fatto che un potere controlli l’altro sia paritetico, tiene fuori dalla zona di confort i poteri. Quando un potere riesce a sopraffare un’altro aumenta la propria zona di confort, e la propria capacità di auto assolversi. Ad esempio in Italia la politica cambia le leggi per essere e rimanere privilegiata e impunita. Questo esempio lo possiamo riportare dal sociale al personale. Ogni volta che ci auto assolviamo facciamo prevaricare un potere nei confronti di un’altro. Quindi abbiamo bisogno di strategie di distribuzione esterna del potere personale in modo equilibrato, paritetico e in contrapposizione. In modo che questa organizzazione ci spinga fuori dalla pericolosa zona di confort.

Ecco pertanto che una corretta organizzazione genera quello stato di Ordine, quell’Ordine che viene poi percepito come quando si vive in una città molto Ordinata, con un senso di sicurezza, una certa dose di serenità e spensieratezza.

Io credo inoltre che questo incrementi anche la fiducia nel prossimo. Proprio perché abbiamo bisogno del prossimo per organizzarci, sia in termini sociali che personali. Ovvero abbiamo bisogno del prossimo in società in tutte quelle funzioni che non svolgiamo noi stessi (infermiere, dottore, avvocato, medico, professore, istrutture di nuoto, di ballo, operatore ecologico, scrittore, poeta, musicista, eccetera), ma abbiamo anche  del prossimo a cui delegare quelle funzioni di controbilanciamento del proprio potere personale. Abbiamo bisogno del prossimo per organizzare noi stessi come uno stato organizzato, mettendo in contrapposizione i poteri per rimanere fuori dallo stato di comfort.

Ecco pertanto che la delega esterna di una parte di potere personale (ad esempio noi deleghiamo potere quando ci iscriviamo ad un corso e accettiamo le regole e la disciplina della scuola e dell’insegnante, o quando accettiamo regole di convivenza con altri e così via) ci tiene fuori dalla seduzione del sopraffazione del potere.

Quali tipi di potere possiamo delegare e quando. Praticamente ogni tipo di potere, in primis quello di decidere. Ad esempio deleghiamo in continuazione il potere di prendere determinati tipi di decisioni (ai politici, agli insegnanti che scelgono loro cosa insegnarci e come, al partner quando fa la spesa decide lui cosa comprare e magari cosa mangeremo e così via).

La separazione (o divisione) dei poteri non è solo uno dei principi fondamentali dello stato di diritto, ma è anche un sistema ben Organizzato, quindi Ordinato, da cui possiamo prendere molti modelli da replicare.

 

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