Ricomincio dalla matematica…

Posted by on marzo 23, 2012

Ricomincio dalla matematica… perché dalla matematica? Perché a mio avviso è la lingua più precisa che l’uomo abbia sviluppato in 200mila anni di esistenza dalla sua ultima mutazione. Ok però se nei libri di matematica mettessero un po di etimo, sarebbe tutto molto più comprensibile ed a mio avviso utile (pragmatico).

Esempio: legge di tricotomia (la base dell’aritmetica)

Oggi voglio mostrare come l’uso dell’etimo rende facile comprendere il senso di queste parole astratte, perché attraverso lo studio delle  radici delle parole, riusciamo a tornare alla concretezza delle stesse.

legge = che potrebbe derivare dal latino Legem che sembra derivare da Ligare (legare) che quindi obbliga, oppure da greco Legein (scegliere), o dal verbo Leggere (dire), oppure ancora può derivare da Lex (tedesco antico log, sassone antico Lag, anglo sassone antico lagu, da cui law, che comunque tutti questi deriverebbero dal celtico antico Lagh o Legh che vuol dire porre, giacere (quindi anche letto), cioè in pratica messo giù, posto. Quindi Legge non è nient’altro che qualcosa (che mettiamo giù) a cui scegliamo di essere legati. (Interessante che da Lex deriva Leale).

tricotomia = tri deriva dal greco “trícha” che vorrebbe dire ‘in tre parti’ e -tomia dovrebbe derivare da tomo, dal latino Tomus, dal greco Tomos (che non è la fabbrica slovena di motori e motorini) che vuol dire cosa tagliata, divisa. Quindi tricotomia vuol dire diviso, tagliato in tre parti.

legge di tricotomia pertanto vuol dire: abbiamo deciso per le basi dell’aritmetica di scegliere di essere legati ad una divisione in tre parti, dove un numero e minore del suo successivo, e maggiore del suo precedente, ed è uguale a se stesso.
E grazie a questa scelta di ordinamento, è sempre possibile confrontare due numeri naturali qualsiasi n, m, ottenendo uno solo dei seguenti tre casi:
n > m , n < m, n = m (che d’ora in poi semplificheremo con il termine legge di tricotomia)

Della serie “E parla come mangi!” ;-)))

Altre cose a cui forse non abbiamo mai pensato:

Somma = deriva dal latino Summà femminile di Summus (v. Sommo) che sta sopra. (Derivano Sommare, Sommità, eccetera

Addizione = deriva dal latino Addere = aggiungere

Sottrazione = deriva dal latino sub-trahere (sub=sotto, trahere=trarre) tirare via da sotto.

Dividere = questa è forse la più interessante, deriva dal latino, ed è formato dalla particella Di (o Dis) (che vale come separazione) più o Vedere (quindi visto separato), ma anche come VID-ERE, che ha il senso originario di sapere, apprendere, giudicare.

Come mi piace spesso ricordare, per apprendere, e giudicare, abbiamo bisogno di creare nuove distinzioni, che sono divisioni cellulari del significato. Le distinzioni sono come cellule. E sono contento di scoprire attraverso lo studio dell’etimo che nella parola “dividere” ci sono le stesse radici e significati di quanto affermo.

Moltiplicare =dal latino Multiplicare composto da Multi che deriva da Multus = Molto, e da Plicare = piegare. Pertanto: piegare molte volte. Interessante vedere come i nostri avi per percepire la moltiplicazione eseguivano quasi un atto divisorio (piegare un lungo ramo in 2 e poi di nuovo in 2 = 4 e così via), più che di aggiunta.

Una delle definizioni che mi piace della matematica è: “La matematica non si capisce, alla matematica ci si abitua” di von Neumann (io aggiungerei…) come ci si abitua ad una nuova lingua.

Tuttavia l’etimo ci mostra come comprendere le radici semplici di una lingua, ci aiuta a sgrovigliarne i significati astratti (spesso inutilmente complicati) come le parole usate nella lingua matematica.

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