Televisione, Civiltà, ed Educazione dei figli…

Posted by on marzo 27, 2011

Oggi voglio parlare di Televisione, o meglio della “Cattiva Maestra Televisione”, di Civiltà, della perdita di civiltà, e dell’Educazione dei figli. E per fare questo voglio collegare tra loro alcuni video che ho visto e cercato su Youtube e Ted.com Per prima cosa vorrei mostrare come parlano dei bambini che sono stati educati diversamente dalla media.

Nel primo video Severn Suzuki nel 1991 a 12 anni parla alle Nazioni Unite. Figlia della scrittrice “Tara Elizabeth Cullis” e del genetista e ambientalista “David Suzuki”. Del padre ricorda che gli diceva sempre: “siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.”

Severn Suzuki […] Poi negli anni ha tenuto vari discorsi sulle problematiche ambientali, invitando i suoi ascoltatori a stabilire dei valori, a saper programmare il futuro e ad assumersi le proprie responsabilità. […] (Fonte http://it.wikipedia.org/wiki/Severn_Suzuki). 

Ho sentito e visto su Ted.com (riporto qui sotto il video) un altra bambina di nome Adora Svitak parlare in modo splendido, relativamente al tema “cosa gli adulti possono imparare dai bambini”.

Tra le cose raccontate da Adora Svitak nel video, secondo me, è da evidenziare che suo padre da piccola le leggeva i filosofi, come Platone, Aristotele.

Risulta evidente, che queste bambine sono cresciute senza essere abbandonate davanti alla “televisione babysitter”, ma con una ottima guida e stimoli educativi e culturali. Ed i risultati di come hanno usato e usano il cervello, il pensiero e la parola, le azioni: si vede e si sente.

Karl Popper
(uno dei più importanti fisici e filosofi del 900) nel libro “cattiva maestra televisione”, che consiglio a chiunque, raccontava come l’introduzione della televisione in certe isole, mostrò inequivocabilmente in drastico abbassamento del rendimento scolastico dei bambini, ed un incremento della violenza negli stessi e negli adulti.

Seconda Parte:

La prova del nove la si può ritrovare anche attraverso la scoperta dei neuroni specchio, che ci fanno provare le sensazioni emozionali di altre persone che stiamo osservando, anche quelle in TV. Il nostro cervello per comprendere cosa sta provando un’altra persona copia la mimica facciale con dei movimenti impercettibili anche di 0,10 secondi. In questo modo possiamo comprendere piacere, dolore, rabbia, aggressività. Le produzioni televisive vengono costruite per farci rimanere incollati davanti alla televisinoe. Ed i produttori colpiscono la dove siamo più deboli, verso gli stimoli primitivi, come violenza e sesso, stimolando l’amigdala, che è impossibile controllare in modo proattivo, ma solamente in modo reattivo. L’unica proattività difensiva in tal senso (almeno lo fu per me) è quella di evitare la televisione (io la tolsi dal mio appartamento). In questo modo possiamo evitare di subire la marea di stimoli emozionali inviati dai programmi televisi, e pertanto smettere di vivere in modo reattivo ad essi.

Karl Popper, morto nel 1994, non ebbe modo di vedere l’avvento dell’attuale canale televisivo più importante al mondo: Youtube. Su di esso l’internauta può interagire almeno attraverso messaggi e video risposte (ove nei video sia consentito). Sicuramente si rallegrerebbe di questa ridistribuzione del potere comunicativo. Un potere che grazie anche ai Social Media ha risvegliato molte nazioni sopite, addormentate, come l’Egitto, la Libia, ed altre.

Mi accingo verso la fine di questo tour tra questi video, che può ricordare un viaggio a tappe fatte in macchina. Passati veloci da una città all’altra, toccando paesaggi e panorami, su di un territorio attraverso il quale ci siamo già passati un tempo ma distrattamente in treno. Mentre ora guidando con dovuta responsabilità, abbiamo riscoperto paesi e storie diversi, prima sconosciuti e ma ora noti, che stavano sempre lì, dove prima ci eravamo passati distratti, treno-sopiti, cioè “teledevitalizzati”.
Quindi Auguro anche all’Italia un viaggio nuovo, un risveglio dalla narcolessia televisiva. Perché personalmente credo che solo le giovani generazioni cresciute con internet, potranno avere gli strumenti intellettuali per recuperare una guida più responsabile e pertanto uno stato più civile. A questi giovani mi preme di portare una parte dell’eredità lasciataci da Karl Popper, laddove egli diceva che:

c’è progresso civile se c’è lotta alla violenza in nome della pace tra le nazioni, all’interno delle nazioni, e prima di tutto all’interno delle nostre case.

Questi internauti cresciute in rete, abituati a commentare, a dire la loro, cresciuti fuori dal sistema mediatico televisivo (strumento di potere e condizionamento), sono certo che saranno un popolo più conscio della loro voce in capitolo su ogni questione civile. A questa generazione del voto e del commento online e a tutti noi (me compreso),  ricordo infine il consiglio del padre di Severn Suzuki: “siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.”

Per chi vuole approfondire questi argomenti consiglio le seguenti letture:
Daniel Goleman “Intelligenza emotiva”.
Karl Popper, “Cattiva Maestra Televisione”

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