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Immagine di se, detto a modo di W. Dyer

Posted by on Marzo 10, 2015 in Appunti, Citazioni, Immagine di Se, Libri | 0 comments

Ecco un altro modo di chiamare “immagine di se” tratto dal libro di W. Dyer, “Prendi la vita nelle tue mani”.Prendi la vita nelle tue mani - Wayne W Dyer

Le qualità sociali.

Chi si vede goffo, maldestro, incapace di esprimersi, impacciato, timido, introverso e via di questo passo, alimenta in sé aspettazioni da asociale che daranno immancabilmente origine a comportamenti asociali. In maniera non diversa, chi si colloca di propria iniziativa su un gradino basso della scala sociale, o su un gradino medio, o su un gradino alto, farà suo, assai probabilmente, anche lo stile di vita corrispondente, forse per tutta la vita.

Lo stesso discorso vale per chi è dell’idea radicata che sia sempre cosa difficilissima migliorare le proprie condizioni finanziarie, perché non di rado quest’atteggiamento negativo gli farà perdere di vista le occasioni che gli consentirebbero di migliorarle e si limiterà a starsene inerte, guardando con invidia quelli che invece vi riescono e chiamando sfortuna la passività che lo blocca.

Per approfondimenti sul tema”Immagine di Se” consiglio il libro Psicocibernetica di Maxwell Maltz.

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Pre-occuparsi

Posted by on Marzo 1, 2015 in Definizioni, Distinzioni, Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione, Imparare, Muscoli Mentali, Muscolo Decisioni Scelte | 0 comments

A volte partire dalle parole aiuta (altre volte no) pre-occuparsi come sappiamo bene vuol dire occuparsi prima del tempo, a volte serve se diventa progettualità, che è una grande qualità umana. Altre volte non serve proprio a niente, anzi peggiora il proprio vivere, perché ci toglie la focalizzazione dal presente, ed invece di essere nel presente, la nostra mente vive o in ipotetici eventi futuri, o in eventi passati che comunque non possono essere più cambiati.

Trovare la giusta misura, tra progettualità e spreco di energie mentali, trovare la via di mezzo, (come afferma Hermann Hesse in Siddharta) può non sembrare facile. Vediamo cosa ci può correre in aiuto. (altro…)

Il passato non esiste?

Posted by on Febbraio 10, 2015 in Aforismi, Distinzioni, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione | 0 comments

Una frase che mi girava di tanto in tanto in testa è:

“il passato non esiste, il futuro non esiste, esiste solo il fluire del presente.”

Devo averla sentita o letta da qualche parte e cercavo di capire se mi potesse essere UTILE oppure no. Appunto basandomi sulla filosofia dell’UTILE, ho deciso che questa frase mi è abbastanza inutile. Può tornare comoda quando vogliamo distogliere qualcuno da ricordi penosi o fobie su eventi futuri ancora non accaduti, e fuor di questo ambito non la userei. Perchè il nostro cervello ha capacità di registrare eventi passati, cosa che chiamiamo memoria, per prevedere eventi futuri, e farci adottare comportamenti nel presente. Ripercorre la strada di casa non sarebbe possibile credendo ciecamente a questa frase. Pertanto trovo sia più utile correggerla così:

“Usiamo quello che ricordiamo delle interpretazioni passate per prevenire il futuro e comportarci nel presente, se questi ricordi non sono utili costruiamocene ora di nuovi più utili, efficienti ed efficaci per raggiungere i nostri obiettivi. Altrimenti continueremo ad usare le interpretazioni inefficaci passate.”

Vediamo se riesco a sintetizzarlo:
Ricorda ciò che ti è utile e in modo efficace ti fa raggiungere i tuoi obiettivi,
altrimenti costruisciti ora nuove esperienze utili.

Sorridere genera pensieri e idee felici.

Posted by on Gennaio 27, 2015 in Aforismi, AutoDisciplina, Educazione, Educazione fisica, Esercizi, Il potere della chiarezza, Imparare, Muscoli Mentali, Stratagemmi, Strategie | 0 comments

Mente e Corpo si condizionano l’un l’altro, 
questo è un dato di fatto, provato, accettato e apparentemente compreso.
Perché molto meno evidente e compreso è il fatto che 
è molto difficile, anzi decisamente improbabile generare 
pensieri e idee felici da volti pre-occupati e infelici.
Sorridere con la bocca e con gli occhi
è più che un mero esercizio di condizionamento della mente,
è un investimento sul presente e futuro benessere.

Siti web con testo non selezionabile, ecco come ascoltarlo.

Posted by on Gennaio 23, 2015 in audio lettura | 0 comments

Oh appena trovato casualmente un modo per ascoltare il testo di un sito che ha tolto inutilmente, e stupidamente a mio avviso, la funzione di selezione del testo. Ecco come ho fatto. 1. In alto a destra in Chrome c’è una icona formata da 3 lineette.

google-opzioni-1

Icona 3 lineette

2. Da li è possibile accedere alla voce di menù  Stampa.

stampa-google-1

stampa

3.  Deve selezionare salva come PDF, e nella preview puoi selezionare il testo (se ovviamente non era un immagine), così puoi fare CTRL+C (copia) e ascoltarlo con il tuo Audio lettore. Nel mio caso io uso Ivona Reader, voce “Giorgio”.

ascolta

Clicca sopra all’immagine per vederla più grande

4. Enjoy ;-)

Ken Robinson parla di intelligenza e scuola.

Posted by on Gennaio 1, 2015 in Citazioni, Creatività, Educazione | 0 comments

Ken Robinson in questo testo qui di seguito tratto dalla suo discorso a Ted.com parla di Gillian Lynne, la coreografa, di educazione, scuola, intelligenza, e di come la scuola non stimola la creatività:

[…] E la terza cosa sull’intelligenza è che è distinta. Sto scrivendo un nuovo libro chiamato “Epiphany”, che si basa su una serie di interviste di persone su come hanno scoperto il loro talento. Mi affascina come le persone ci sono arrivate. Nasce da una conversazione che ho avuto con una donna meravigliosa, che tante persone non conoscono, si chiama Gillian Lynne, ne avete sentito parlare? Alcuni sì. È una coreografa e tutti conoscono i suoi lavori. Ha fatto “Cats” e “Phantom of the Opera”. Lei è meravigliosa. Sono stato tra i dirigenti del Royal Ballet, in Inghilterra, come potete vedere. Comunque, abbiamo pranzato insieme un giorno e ho detto “Gillian, come sei diventata ballerina?”. E lei disse, era interessante, quando lei era a scuola era davvero senza speranza. E la sua scuola, negli anni 30, scrisse ai genitori e disse, “Crediamo che Gillian abbia problemi di apprendimento”. Non era capace di concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l’ADHD [Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività]. Non credete? Ma siamo attorno al 1930 e l’ADHD non l’avevano ancora inventata. Non era una condizione disponibile allora. (Risate) La gente non sapeva che poteva averla.

Comunque, andò a farsi vedere da questo specialista. Stanza in legno di rovere … Ed era là con sua madre, era stata accompagnata e fatta accomodare su una sedia e alla fine stette seduta sulle sue mani per 20 minuti, mentre quell’uomo parlò con la madre di tutti i problemi che Gillian aveva a scuola. E alla fine – perché disturbava la gente, portava il compito in ritardo e così via, era una bambina di appena 8 anni – alla fine, il medico si sedette vicino a Gillian e disse: “Gillian, ho ascoltato tutte quelle cose che tua madre mi ha detto e le devo parlare a quattr’occhi”. Le disse: “Aspettaci qua, non ci metteremo molto”. E se ne andarono. Ma quando lasciarono la stanza egli accese la radio appoggiata sulla scrivania. E quando erano fuori dalla stanza disse alla madre, “Ora la guardi”. E appena se n’erano andati, lei disse, lei era in piedi e si muoveva con la musica. E la guardarono per qualche minuto ed egli disse a sua madre, “Signora Lynne, Gilian non è malata, è una danzatrice. La porti a una scuola di danza”.

Io chiesi “E poi?” e lei mi disse: “Lo fece. Non ti puoi immaginare quanto era bello. Entravamo in quella stanza ed era piena di gente come me. Gente incapace di stare ferma. Gente che si doveva muovere per pensare”. Ballavano balletto, tap, jazz danza moderna e contemporanea. Alla fine fece un’audizione per il Royal Ballet School, diventò una solista ed ebbe una splendida carriera al Royal Ballet. E infine si diplomò alla Royal Ballet School, fondò una sua company, la Gillian Lynne Dance Company, e conobbe Andrew Llozd Weber. Lei è stata responsabile di alcune tra le più famose produzioni del teatro musicale della storia, ha portato diletto a milioni di persone ed è multi-milionaria. Un altro le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi.

Dicevo appunto che conosco benissimo questo problema, e di come la scuola non stimola la creatività. Tanto che non ho memoria di nemmeno un insegnante che mi sia rimasto che abbia stimolato la creatività.

A tal riguardo mi viene in mente solo il testo “I ragazzi Felici di Summerhill” di Alexander Neil come esempio di insegnante che stimolava la creatività dei propri allievi attraverso il teatro. Libro di cui consiglio vivamente la lettura.

summerhill

Di questo libro circa sette anni fa, nel 2008, scrissi:

[…] Vedere un modello educativo diverso da quello nel quale si è immersi in ogni aspetto, dalla famiglia, alla scuola, al governo, è davvero difficile.

Per questo consiglio vivamente la lettura consiglio vivamente la lettura del libro: “I Ragazzi felici di Summerhill“ di Alexander Sutherland Neill. E’ un libricino di 173 pagine che si legge come bere un bicchiere d’acqua e mostra un metodo educativo diverso, nuovo, ancher se messo in pratica oltre 70 anni fa. Neill ci mostra quella che potrebbe essere la naturale evoluzione dell’educazione che nella storia dell’uomo è passata da violenta a coercittiva e potrebbe evolversi a “non repressiva”. Il fatto che si debba usare la negazione della repressione e non esista ancora un termine per definirla è abbastanza sintomatico della novità dell’idea e di come sia difficile anche solo da immaginare. Si potrebbe anche dire educazione persuasiva, ma potrebbe essere decisamente frainteso. Una volta alcune migliaia di anni fa dalle parti della grecia non esistevano nemmeno i verbi di moto non relativi alla terra e quindi pensare ad un moto per così dire extra-terrestre era una idea rivoluzionaria di menti visionarie. Oggi sappiamo perfettamente che il moto degli oggetti non è legato alla terra. Che i pianeti il sole le stelle e le galassie si muovono nell’universo. Tuttavia a tutt’oggi pensare ad una educazione appunto “non repressiva” è ancora una idea rivoluzionaria tanto che ci mancano pure i sostantivi e gli aggettivi per definirla.

Vinciamo o perdiamo dentro di noi.

Posted by on Gennaio 1, 2015 in Citazioni | 0 comments

John Wooden“Talvolta penso che le Sorti debbano sorridere quando le accusiamo, ed insistiamo, che l’unica ragione per cui non riusciamo a vincere è proprio la loro assenza.

Eppure sopravvive un antico detto: vinciamo o perdiamo dentro di noi.

I trofei scintillanti sui nostri scaffali non potranno mai vincere la partita di domani. Tu ed io dentro di noi sappiamo, che c’è sempre la possibilità di vincer la corona. Ma quando non riusciamo a dare del nostro meglio, semplicemente non abbiamo affrontato la sfida, del dare tutto e non risparmiare nulla finché la partita è davvero vinta. Del dimostrare cosa significa grinta. Del continuare a giocare quando gli altri si ritirano. Del continuare a giocare, non rinunciare. E’ il tener duro che vince la coppa. Del sognare un traguardo avanti a noi. Dello sperare quando i nostri sogni son morti. Del pregare quando le nostre speranze son fuggite. Tuttavia perdere, senza timore di cadere, se coraggiosamente abbiamo dato tutto. Perché cosa si può chiedere di più ad un uomo che dare tutto ciò che può. Dare tutto, a me sembra, non è tanto distante dal vincere. Così le sorti raramente sbagliano, non importa quanto girino e rigirino. Siamo tu ed io che determiniamo le nostre sorti… apriamo o chiudiamo le porte sulla strada davanti a noi o alle spalle.”

John Wooden cita George Moriarty arbitro della Prima Divisione di Baseball.

Queste parole che cita John Wooden hanno decine e decine di anni, e ne una virgola di vecchiaia, e sferzano il cuore di conosce la parola grinta.

 

Luca: riascoltato nel discorso di John Wooden a Ted.com

Come si cammina sui massi (quando la via o la vita diventa impervia).

Posted by on Novembre 21, 2014 in Aumentare le possibilità, Come raggiungere i propri obiettivi, Educazione, Educazione fisica, Esercizi, Imparare, Metafore, Muscoli Mentali, Obiettivi, percezione, Stratagemmi, Strategie | 0 comments

massi capodistria koperOggi propongo questa metafora: quando la via o la vita diventa impervia, come si cammina sui massi? Ok Luca, che tipo di massi? Perché ci sono massi e massi. Certo intendo quelli tipo quelli nella foto qui a destra, sui quali è molto difficile fare passi regolari. Io usavo camminare su questi massi quando vivevo a Capodistria per allenare il senso dell’equilibrio e la confidenza al senso del pericolo. Perché una caduta su questi massi può essere rovinosa. Tuttavia il senso solo affrontando le paure, uscendo dalla nostra zona di confort, e attraverso un percorso di crescita e potenziamento, aumentiamo le nostre capacità e la nostra sensibilità. Ho trovato che allenarmi a camminare in modo anche spedito e a volte correre su questi massi può insegnare qualcosa che può essere utile anche nella vita. Vediamo cosa … (altro…)

Giudizio e comunicazione.

Posted by on Ottobre 6, 2014 in autoinganni, Citazioni, Come migliorare la comunicazione, Comunicazione, Credenze Strategiche, Definizioni, Distinzioni, Educazione, Il potere della chiarezza, Il potere della distinzione, imparare a imparare, Metafore, Muscoli Mentali, Muscolo Decisioni Scelte | 0 comments

Comunica bene se vuoi essere bene giudicato e se vuoi bene giudicare.

Con questo aforisma sintetizzo quanto credo relativamente al giudizio.

Faccio notare sempre che il vecchio detto “non giudicare se non vuoi essere giudicato
è falso, perché la mente giudica sempre, non può non farlo, può non esprimerlo ma giudica comunque.

Quindi trovo ipocrisia
(dal greco YPO-KRISIS dove ipo=sotto crisia=spiegato)
quindi sotto-spiegato dove sotto sta per poco, o per nulla spiegato, l’atteggiamento del silenzio del giudizio. Situazione che ci fa poi dire cose come: “non sapevo, pensavo che” (in tal caso ricordo il detto: pensare vuol dire non sapere niente).

Trovo molto più evoluto nel sapere affermare: Comunica bene se vuoi essere bene giudicato e se vuoi bene giudicare.

La buona padronanza della comunicazione sta alla base della buona comprensione pertanto del buon giudizio. Allo stesso modo padroneggiare la comunicazione è il requisito fondante per ottenere dei buoni giudizi. L’elusione del giudizio è una richiesta e un atto da ignorante.

Chiedete ai migliori programmatori al mondo di creare un computer che giudichi sempre e sappia cambiare giudizio in base all’interazione con l’esterno, quindi con le informazioni, apprendere e quindi crescere e migliorare, e vi diranno che è complicatissimo da realizzare che ancora non lo sanno fare come lo facciamo noi perché tutto questo è intelligenza artificiale.

E’ così complicato giudicare che un giudizio è spesso un’operazione molto lenta per il nostro cervello. Dove per lenta parlo dell’ordine del secondo, per problemi affrontabili con soluzioni preconcette. Indicativamente il cervello fornisce sempre soluzioni veloci, ma anche la capacità di analisi di farci percepire che l’analisi fatta debba essere rivista e o corretta perché mancante di informazioni, in tal caso ci troviamo difronte a elaborazioni che necessitano tempo di ricerca piuttosto che tempo di analisi e la ricerca può durare ore, giorni, mesi, anni, per risolvere problemi non affrontabili correttamente con soluzioni preconcette. Una volta trovato la nuova soluzione essa stessa diventa un preconcetto. Dove il preconcetto è un pacchetto di informazioni già analizzato, giudicato e catalogato che usiamo per fare confronti quasi istantanei.

Relativamente a questa velocità di elaborazione del nostro cervello Tony Buzan, uno dei più grandi conoscitori dei meccanismi di apprendimento del cervello umano, scrive:

[…] ognuno di noi ha 1.000.000.000.000 (mille miliardi) di cellule cerebrali, ma i collegamenti tra esse possono formare un numero incredibilmente elevato di schemi e di trasformazioni. Come ha calcolato il neuro-anatomista russo Pyotr A. Anokhin, questo numero è talmente grande, che per scriverlo servirebbe una striscia di carta lunga circa dieci milioni di chilometri! Con la nostra capacità innata di integrare e destreggiarci tra molteplici miliardi di bit di dati, è divenuto evidente, per coloro che si occupano della ricerca sul cervello, che un adeguato allenamento del nostro fenomenale bio-computer (che in un secondo può calcolare ciò che un computer Cray, a 400 milioni operazioni al secondo, impiegherebbe 100 anni per calcolare) accelererà e aumenterà enormemente la nostra capacità di risolvere problemi, analizzare, stabilire priorità, creare e comunicare. […]

A mio avviso è proprio l’ignoranza sul cos’è il giudizio che fa esprimere l’affermazione “non giugicare”.
E ribadisco il cervello non può non farlo, può non esprimerlo. Se la decisione di non esprimere un giudizio è data dal desiderio di avere più informazioni prima di esprimerlo è cosa lodevole. Ed è proprio questa che va incentivata e coltivata invece di sedarla con finte massime (che sono vere e proprie minime) come appunto: non giudicare se non vuoi essere giudicato (terrorismo psicologico a mio avviso).

Il buon giudizio va coltivato come si fa per con il proprio orto, attraverso la conoscenza delle regole, e tecniche della comunicazione, così da dare buoni frutti. Inoltre il giudizio è lo strumento attraverso il quale passano le nostre “scelte” o quelle che chiamiamo “non scelte” ovvero procastinazioni (rimandamenti). Un giudizio ben allenato, attento, saldo, erudito, maturo, evita di impantanarsi nelle sabbie mobili delle procastinazioni. Mentre creare un popolo che non giudica, ma delega la funzione del giudizio, crea un popolo di pecore.

Esercizio per la mente per aumentare le possibilità.

Posted by on Ottobre 3, 2014 in Aumentare le possibilità, Educazione, Esercizi, FARE, Muscoli Mentali | 0 comments

Esercizio molto interessante per la mente
serve per aumentare le possibilità
e stimolarci ad uscire dal pensiero preconcetto
(decisamente in stile Milton Erickson)
Per 30 Giorni
Cercare 10 soluzioni diverse allo stesso problema
= 300 Soluzioni.
Non è per nulla banale. Secondo me la maggior parte si ferma a 15 e c’è un perché che è dato dal fatto che tutta l’educazione scolastica è incentrata allo sviluppo delle capacità razionali e non di quelle creative, e quindi (per estrema semplificazione) sviluppiamo maggiormente la parte del “cervello dell’emisfero Sinistro” che quella dell’emisfero Destro.

Eppure le intuizioni, per quanto ne sappiamo, sono proprie dell’emisfero Destro. Intuizioni, che spesso ci fanno risolvere i problemi della vita, chiamate anche non a caso “salti logici”. Dove per salto logico non è inteso che abbiamo messo da parte o dobbiamo mettere da parte la logica, quanto invece che il pensiero intuitivo, che è proprio della parte più creativa del nostro cervello, ci fa arrivare alla soluzione in un solo balzo. Poi spetta alla logica (emisfero sinistro) guardando dalla soluzione verso a priori, capire i gradini mancanti per arrivare fino alla soluzione passo dopo passo. Questa seconda parte, di razionalizzazione della soluzione è quella che ci consente la piena comprensione (comprendere = prenderla insieme, sia con la logica che con il pensiero creativo.)