Ken Robinson parla di intelligenza e scuola.

Posted by on Gennaio 1, 2015

Ken Robinson in questo testo qui di seguito tratto dalla suo discorso a Ted.com parla di Gillian Lynne, la coreografa, di educazione, scuola, intelligenza, e di come la scuola non stimola la creatività:

[…] E la terza cosa sull’intelligenza è che è distinta. Sto scrivendo un nuovo libro chiamato “Epiphany”, che si basa su una serie di interviste di persone su come hanno scoperto il loro talento. Mi affascina come le persone ci sono arrivate. Nasce da una conversazione che ho avuto con una donna meravigliosa, che tante persone non conoscono, si chiama Gillian Lynne, ne avete sentito parlare? Alcuni sì. È una coreografa e tutti conoscono i suoi lavori. Ha fatto “Cats” e “Phantom of the Opera”. Lei è meravigliosa. Sono stato tra i dirigenti del Royal Ballet, in Inghilterra, come potete vedere. Comunque, abbiamo pranzato insieme un giorno e ho detto “Gillian, come sei diventata ballerina?”. E lei disse, era interessante, quando lei era a scuola era davvero senza speranza. E la sua scuola, negli anni 30, scrisse ai genitori e disse, “Crediamo che Gillian abbia problemi di apprendimento”. Non era capace di concentrarsi, diventava nervosa. Oggi direbbero che ha l’ADHD [Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività]. Non credete? Ma siamo attorno al 1930 e l’ADHD non l’avevano ancora inventata. Non era una condizione disponibile allora. (Risate) La gente non sapeva che poteva averla.

Comunque, andò a farsi vedere da questo specialista. Stanza in legno di rovere … Ed era là con sua madre, era stata accompagnata e fatta accomodare su una sedia e alla fine stette seduta sulle sue mani per 20 minuti, mentre quell’uomo parlò con la madre di tutti i problemi che Gillian aveva a scuola. E alla fine – perché disturbava la gente, portava il compito in ritardo e così via, era una bambina di appena 8 anni – alla fine, il medico si sedette vicino a Gillian e disse: “Gillian, ho ascoltato tutte quelle cose che tua madre mi ha detto e le devo parlare a quattr’occhi”. Le disse: “Aspettaci qua, non ci metteremo molto”. E se ne andarono. Ma quando lasciarono la stanza egli accese la radio appoggiata sulla scrivania. E quando erano fuori dalla stanza disse alla madre, “Ora la guardi”. E appena se n’erano andati, lei disse, lei era in piedi e si muoveva con la musica. E la guardarono per qualche minuto ed egli disse a sua madre, “Signora Lynne, Gilian non è malata, è una danzatrice. La porti a una scuola di danza”.

Io chiesi “E poi?” e lei mi disse: “Lo fece. Non ti puoi immaginare quanto era bello. Entravamo in quella stanza ed era piena di gente come me. Gente incapace di stare ferma. Gente che si doveva muovere per pensare”. Ballavano balletto, tap, jazz danza moderna e contemporanea. Alla fine fece un’audizione per il Royal Ballet School, diventò una solista ed ebbe una splendida carriera al Royal Ballet. E infine si diplomò alla Royal Ballet School, fondò una sua company, la Gillian Lynne Dance Company, e conobbe Andrew Llozd Weber. Lei è stata responsabile di alcune tra le più famose produzioni del teatro musicale della storia, ha portato diletto a milioni di persone ed è multi-milionaria. Un altro le avrebbe somministrato qualche farmaco e detto di calmarsi.

Dicevo appunto che conosco benissimo questo problema, e di come la scuola non stimola la creatività. Tanto che non ho memoria di nemmeno un insegnante che mi sia rimasto che abbia stimolato la creatività.

A tal riguardo mi viene in mente solo il testo “I ragazzi Felici di Summerhill” di Alexander Neil come esempio di insegnante che stimolava la creatività dei propri allievi attraverso il teatro. Libro di cui consiglio vivamente la lettura.

summerhill

Di questo libro circa sette anni fa, nel 2008, scrissi:

[…] Vedere un modello educativo diverso da quello nel quale si è immersi in ogni aspetto, dalla famiglia, alla scuola, al governo, è davvero difficile.

Per questo consiglio vivamente la lettura consiglio vivamente la lettura del libro: “I Ragazzi felici di Summerhill“ di Alexander Sutherland Neill. E’ un libricino di 173 pagine che si legge come bere un bicchiere d’acqua e mostra un metodo educativo diverso, nuovo, ancher se messo in pratica oltre 70 anni fa. Neill ci mostra quella che potrebbe essere la naturale evoluzione dell’educazione che nella storia dell’uomo è passata da violenta a coercittiva e potrebbe evolversi a “non repressiva”. Il fatto che si debba usare la negazione della repressione e non esista ancora un termine per definirla è abbastanza sintomatico della novità dell’idea e di come sia difficile anche solo da immaginare. Si potrebbe anche dire educazione persuasiva, ma potrebbe essere decisamente frainteso. Una volta alcune migliaia di anni fa dalle parti della grecia non esistevano nemmeno i verbi di moto non relativi alla terra e quindi pensare ad un moto per così dire extra-terrestre era una idea rivoluzionaria di menti visionarie. Oggi sappiamo perfettamente che il moto degli oggetti non è legato alla terra. Che i pianeti il sole le stelle e le galassie si muovono nell’universo. Tuttavia a tutt’oggi pensare ad una educazione appunto “non repressiva” è ancora una idea rivoluzionaria tanto che ci mancano pure i sostantivi e gli aggettivi per definirla.

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