Trascrizione traduzione:

Julius Yego: Tanto tempo fa, quando ero ancora giovane, ero convinto di avere il giavellotto nel mio sangue.

(Nota Luca: notate quanto è potente una convinzione ci rende possibile quello che ad altri può sembrare impossibile)

Julius Yego: Il lancio del giavellotto è semplicemente parte di me.

(Nota Luca: una cosa del genere l’ho provata anch’io dicendomi sono nato per fare questo, se volete far diventare una cosa potente fatela diventare parte di voi, credeteci.)

Julius Yego: Mi chiamo Julius Yego, vengo dal villaggio Chepton nella grande fossa tettonica e sono l’attuale campione del mondo nel lancio del giavellotto.

Mi piace guidare, mi fa pensare che la vita può veramente cambiare.

(Nota di Luca: notare la credenza potenziante, crea possibilità invece che toglierne, come forse direbbe Milton Erickson)

Julius Yego: Vengo da una famiglia umile. I miei genitori sono dei semplici contadini, lo sono ancora. Non avevamo né auto né strade né elettricità. Quando eravamo dei bambini piccoli andavamo a scuola scalzi per quasi otto chilometri.

(Nota di Luca: 8 chilometri a piedi ad andatura di passeggio sono più di 1 ora di cammino a piedi nudi andata e più di un ora a piedi nudi ritorno.)

Julius Yego: Questa è la mia cameretta, ma oggi ci vivono questi bambini. Quando andavo alle elementari facevamo le gare usando dei bastoni. Vicino casa ci sono degli alberi ottimi per fare dei giavellotti. Andavamo tra i cespugli, li cercavamo, li tagliavamo e li mettevamo ad asciugare e poi li usavamo come giavellotti.

(Nota di Luca: il gioco gli ha insegnato la ricerca, il lavoro, e l’attesa per l’uso.)

Julius Yego: Tra parentisi, era divertente lanciare quei bastoni. La prima volta che ho lanciato un giavellotto di metallo ho fatto 47 (metri). Ero solo un bambino quindi non riuscivo ancora a battere i ragazzi più grandi.

In Africa siamo convinti che andare a scuola sia il modo migliore per avere una vita migliore

(Nota di Luca: altra convinzione potenziante molto potente, scuola, apprendimento, uguale vita migliore)

Julius Yego: Mio padre non era contento quando ho iniziato la mia carriera nel giavellotto mentre andavo ancora a scuola. Voleva farmi avere un’educazione. Spesso non gli dicevo quando facevo una gara di lancio.

Il padredi Julius Yego: A volte gli dicevo, cosa stai facendo qui? La cosa che odiavo di più é che stava quasi sempre fuori a giocare invece di vivere la realtà. Dovevo fare l’insegnante perché ero preoccupato che non riuscisse a passare l’esame.

Julius Yego: A quei tempi in Kenya non c’era nessun posto dove allenarsi con il giavellotto. non avevo nessun allenatore. Mi allenavo da solo. Credevo che nella vita tutto fosse contro di me. Senza nessuna spiegazione. Ma non mi arresi.

(Nota di Luca: lo sport insegna ad andare in sfida, la sfida più grande però è contro se stessi nel continuare trovando una via nonostante le avversità, oppure mollare.)

Julius Yego: Mi venne l’idea di vedere dei video su Youtube andavo al Cyber (nota: locale con connessione internet) a vedere i più famosi lanciatori di giavellotto, vedevo come si allenavano normalmente. Poi il giorno dopo mi andavo ad allenare.

(Nota di Luca: quando hai un obiettivo, trova chi l’ha già raggiunto prima di te, trova o fatti raccontare la storia come ci è riuscito, ed inizia ad allentarti.)

Julius Yego: se non hai le strutture, provi ad improvvisare con quello che hai. Gli ultimi anni di allenamento solitario sono stati molto difficili. Ma ora ho dei compagni. Ci alleniamo insieme. Rendono l’allenamento più facile e divertente. Mi pace stare con loro. Credo che questi ragazzi mi abbiano aiutato molto.

(Nota di Luca: se puoi condividere con altri compagni di viaggio un obiettivo, una parte del viaggio che devi fare per raggiungere il tuo obiettivo, il tuo viaggio sarà decisamente più divertente che farlo in solitaria, trova dei compagni potenzianti!)

Julius Yego: Nel 2010 ho fatto 75 (metri). Poi ho continuato a vedere quei video. Nel 2011 ho vinto gli All African Games. E’ stata la prima medaglia d’oro del Kenya nel lancio del giavellotto. Nel 2012, subito dopo il lancio da 81 (metri) ho urlato.

Julius Yego: Non riuscivo a credere che ero arrivato alle finali delle Olimpiadi. Era la prima volta che qualcuno del Kenya o dell’Africa arrivava alle finali. Ma non mi sono fermato. Nel 2014 e successo qualcosa di grandioso, ho vinto l’oro per la prima volta ai giochi del Commonwealth.

Julius Yego: Il 2015 è un anno speciale per me. Ai campionati mondiali, 92 metri, un grande lancio che i ha fatto vincere la medaglia d’oro. Non lo dimenticherò mai. Ora sono il campione del mondo. E’ come un sogno.

Julius Yego: L’educazione è veramente importante. Mi ha dato l’intelligenza per allenarmi da solo.

E’ sempre bello tornare a casa e vedere i tuoi genitori. E’ la sensazione più bella per chiuque, quando torni a casa a vedere i tuoi genitori., perché sono loro ad averci reso chi siamo.

Padre di Julius Yego: Il talento di una persona inizia quando è giovane. Questo è quello che ho impartao, Guarda adesso. Così felice, così orgoglioso.

Julius Yego: Per qualcuno potrebbe essere difficile credere che è così che è inziata la mia vita. Ma è così. E’ successo qui. Credi in te stesso, e sarai un campione.

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