Molti anni fa, verso la fine delle scuole superiori, insieme ad un mio amico (che poi si iscrisse a filosofia) facemmo un esercizio di pensiero, che portava illusoriamente a credere che “nulla avesse senso”. Con mio stupore notai che altri ragazzi e ragazze avevano fatto lo stesso esercizio di pensiero arrivando alla stessa illusoria conclusione, e la citavano con una certa fallace fierezza. Ancora oggi a quasi 30 anni di distanza mi capita di incontrare persone auto-intrappolatesi nell’erronea idea che nulla abbia senso.

Spesso le congetture partono dal fatto che non scegliamo dove nascere e i più non scelgono nemmeno dove e come morire, e che la sofferenza umana non ha senso. Da queste fallaci premesse, arrivare alla conclusione nichilista che nulla avrebbe senso, il passo può diventare abbastanza breve.

Già all’epoca notai date le premesse dell’inutilità della conclusione (ovvero della mancanza di pragmaticità della conclusione). Tuttavia non mi era ancora lampante il grande errore insito nelle premesse.
Al di là del fatto che non ho scelto di nascere ma per fortuna posso scegliere la maggior parte degli istanti come, dove e con chi viverli. Tra l’altro una delle più moderne definizioni di ricchezza è: potersi permettere di scegliere cosa fare, come farlo, quando farlo, dove farlo e con chi. L’esercizio di pensiero (detto anche nichilista) che porta all’illusoria ovvietà “che nulla avrebbe senso” è ampiamente superato dalla “Pragmatica della Comunicazione Umana” di Paul Watzlawick di cui consiglio la lettura, come anche di altri suoi libri come Realtà della Realtà.

Senza tenerti sulle spine ti anticipo che, la frase “nulla ha senso” detta da un essere vivente di cui una delle sue principali funzioni cognitive è attribuire senso, creare significati, significanti, ed elaborarli attraverso astrazioni, capirai che sgretola istantaneamente la frase “nulla ha senso”. Semplicemente perché se esiste un creatore di senso allora l’affermazione “nulla ha senso” è falsa.

Certo per il bicchiere sul tavolo il passo di danza di una ballerina “non ha senso” perché ovviamente non è senziente (non ha sensi).

Per un ragno sul muro che ti osserva mentre cerchi di schiacciarlo e decide di anticipare la tua mossa saltando nel vuoto giù dal muro le tue intenzioni avevano un senso potenzialmente mortale: ecco quindi che un semplice ragnetto con pochissimi neuroni dimostra non solo il senso, anche la capacità predittiva del senso e dei sensi.

Pertanto l’annichilimento del “nulla ha senso” risulta falso nel momento in cui esiste un creatore di senso, tra l’altro con capacità predittive.

E guarda caso ogni essere che si muove nello spazio per riuscire a farlo deve avere, sensi, creare previsioni di senso ed elaborarle, cose del tipo: quello davanti di me è un predatore o una preda, mangio o sarò mangiato, oppure se continuo in questa direzione vado a sbattere, oppure cado da un altezza troppo alta e potrei farmi male o morire.

Il nichilismo del “nulla ha senso” come vedi ha zero pragmaticità quindi zero utilità. “Buttalo nella spazzatura (Cit. Socrates in Guerriero di Pace)”. ;-)

Il perché un essere vivente si muove e attraverso i propri sensi crea sensi (significati) predittivi, di base è per mangiare e riprodursi per lo più. Tuttavia esseri senzienti con capacità di astrazione superiore si muovono anche per divertimento e curiosità. Sono gli stessi esseri (noi) che a volte si pongono l’illusoria domanda “da dove arriviamo, dove stiamo andando”. E quando non trovano una risposta arrivano alla conclusione che “nulla ha senso”. Dimenticandosi che: il giudizio è sempre e solo soggettivo e non può essere oggettivo.

Una risposta pragmatica alla domanda “da dove arriviamo, dove stiamo andando” potrebbe essere: arrivi dal rapporto sessuale dei tuoi genitori che ti hanno concepito nel piacere e nell’amore (si spera :D), e stai andando probabilmente a cercare cibo o una persona con cui stare bene e fare l’amore (perché spinto dagli istinti [ormoni] di riproduzione). A qualcuno questa risposta non basta, tuttavia è sicuramente e decisamente molto più “pragmatica” del “nulla ha senso” e di conseguenza ha una maggiore “utilità pratica e concreta”. La pragmatica studia gli effetti della comunicazione. Qualcuno vuole spingersi indietro il più indietro possibile, arrivare al creatore, al momento zero del tutto, e spingersi in avanti: verso dove stiamo andando. Non trovando risposte esaustive, può auto-intrappolarsi nella conclusione “nulla ha senso”. E questo accade perché:

Ricondurre qualcosa di sconosciuto a qualcosa di conosciuto solleva, tranquillizza, appaga, e dà anche un senso di potenza. Con l’ignoto si ha anche il pericolo, l’inquietudine, la preoccupazione, il primo istinto è di abolire queste spiacevoli situazioni. Primo principio: una spiegazione qualsiasi è meglio che nessuna spiegazione. Poiché fondamentalmente si tratta solo di una volontà di liberarsi di idee opprimenti, non si guarda molto per il sottile quanto ai mezzi per liberarsene: la prima idea con cui ci si spiega l’ignoto come conosciuto fa tanto bene che la si «crede vera». […] L’istinto delle cause è dunque determinato e risvegliato dal sentimento della paura.

Friedrich Nietzsche, Filosofare con il martello.

Una comunicazione “bloccante” o “auto-intrappolante” è molto simile ad un errore bloccante di scrittura di un programma informatico. L’importante è capire l’errore, comprendere le conseguenze dell’errore, l’inutilità del blocco e correggerlo, sbloccare il programma e migliorarne il funzionamento ;-).

Quindi se hai adottato il nichilismo di Nietzsche per arrivare alla ingenua conclusione che “nulla ha senso” e credete vera questa “spiegazione” pur di liberarvi dall’ignoto, ovvero dal non avere una risposta a “da dove arriviamo, dove stiamo andando”, in questo caso:

• ricordati che il pragmatismo delle comunicazione umana, ovvero le parole che usiamo, utili o inutili che siano, creano effetti concreti nella nostra vita, ma la domanda più furba (utile) successiva è: questi effetti mi sono utili, vantaggiosi o meno a vivere meglio ed a raggiungere quello che desidero? (Attento che il l’erronea idea che “nulla ha senso” se protratta per molto tempo potrebbe averti fatto dimenticare cosa desideri e ciò che ti piace) ;

• ricordati che i giudizi sono sempre e solo soggettivi, pertanto è illusorio credere che un giudizio valga per l’intera umanità;

• ricordati anche che elegantemente in logica: se nulla ha senso allora anche il giudizio “nulla ha senso” è privo di senso” quindi inutile ;-), altrimenti non avrebbe coerenza logica;

• ricordati anche che “povertà” (nel senso pragmatico) “è avere più problemi che soluzioni“, ed anche che Friedrich Nietzsche morì pazzo, e in povertà (e ricordati la definizione di ricchezza che ho scritto all’inizio);

Possiamo imparare molte cose da  Nietzsche, ma non credo che usare il nichilismo “NULLA A SENSO”, in modo così ingenuo convenga continuarlo a tenere nel cassetto degli attrezzi delle proprie definizioni.

Leggi articolo precedente:
Glasser: depressione? No, depressare. E perché autocontrollo è l’ultimo apprendimento e non il primo.

Glasser afferma che le persone "non sono depresse", "stanno depressando". Rendere nuovamente verbo (azione) e non sostantivo ci può aiutare...

Chiudi