Cattiva-maestra-Televisione-Karl-PopperHo letto il libro “Cattiva Maestra Televisione” di Karl Popper penso 20 anni fa che mi insegnò i problemi generati dalla diffusione della violenza attraverso la TV.

Sono più di 10 anni senza TV e mi è davvero difficile spiegare alle volte l’assuefazione alla violenza televisiva.

Occupandomi di pubblicità (anche se da un po’ di anni sempre più di marketing) so cosa genera attenzione, e la violenza tiene le persone attaccate allo schermo televisivo molto più del sesso. L’unico modo per accorgersi di quanta violenza viene trasmessa, e l’insensibilità e assuefazione alla quale ci hanno abituato è stare per un lungo periodo senza TV. Almeno dei mesi se non degli anni. Provare per credere.

Facendo un altro parallelismo di cose che sono difficili da credere è un po’ come recuperare il naturale senso del dolce e del salato, quando non li si mangia per un lungo tempo. In quel caso la frutta torna ad essere talmente dolce che sembra di mangiare pasticcini di una pasticceria, e la foglia di insalata ha un suo sapore senza condimento.

Allo stesso modo quando si vede la violenza in televisione, dopo che ci si è disabituati, si riconosce subito come cambia il proprio corpo, perché? 

Perché diventa teso e all’erta, attratto dalla violenza per meccanismi antichi di sopravvivenza.

Perché di fronte alla violenza il nostro corpo si blocca per dare alla mente il tempo di capire se combattere o fuggire.

Su questo meccanismo fa leva tutta la programmazione televisiva, tenerci fermi davanti alla televisione, in genere per poi mostrarci un qualche tipo di pubblicità che ci faccia credere che abbiamo bisogno di qualcosa che non abbiamo e non possiamo stare senza. E così ogni giorno, più ore al giorno, anche i telegiornali usano la violenza per avere audience.

Ho detto no a tutto questo più di 10 anni fa e sto molto meglio, anche quando faccio campagne pubblicitarie, non uso questi meccanismi perché non li trovo etici, anzi li ritengo in termini di intelligenza emotiva o meglio cultura emotiva analfabetismo emozionale.

Ho guadagnato anni e anni di maggiore serenità e molte ore che ho potuto dedicare alle letture, all’attività fisica, al ballo di coppia. Questo non vuol dire che non sono al corrente dei problemi nel mondo, semplicemente non mi faccio bombardare, non faccio bombardare il mio corpo ed i miei sensi quotidianamente da immagini e suoni violenti.

A volte a qualcuno può sembrare che non mi diverto, e credo che questo dipenda perché probabilmente non mostro esternamente la serenità che provo, ed anche soprattutto perché in realtà io mi diverto con gli altri e non degli altri. E sono molto più contento e sereno di un tempo per questa consapevolezza.

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