Come trovare il senso della vita?

Wow che domanda. Quanti saprebbero rispondere? Penso pochissimi. Ed il grave è che non ce lo chiediamo nemmeno, credendo che sia una domanda senza senso, e non ci preoccupiamo che i più non se lo chiedano e non sappiano rispondere.

Un Meraviglioso Scardovelli ci ricorda SIGNIFICATI profondi persi, smarriti dal senso comune, che dovremmo iniziare a chiamare “NON SENSO COMUNE”, causato da una cultura dei consumi indottaci come giusta e naturale ma che di giusto e naturale ha ben poco o niente. Glorificatrice del PRIVATO contro il COMune che vuol dire COM=INSIEME partecipare. Mentre “PRIVATO vuol dire PRIVO DI, tolto da qualcuno/a”.

Sempre più chiusi e SEPARATI gli uni dagli altri coltiviamo i bisogni consumistici dell’AVERE COSE PRIVATE che ci privano la connessione con il senso della vita, cioè creare connessioni profonde affettive e generose (da generare) con altre persone.

Quello che racconta Scardovelli dovrebbe essere insegnato nella scuola dell’obbligo come la storia romana che viene ripetuta ad ogni inizio di percorso di apprendimento alle elementari, medie e superiori.

Alcune culture orientali ci insegnano l’importanza della ripetizione, i mantra, il cattolicesimo usa le preghiere ripetute per indurre accettazione del “rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo ai nostri debitori”, ripetuto milioni di volte senza ragionamento critico, diventa rassegnata ipnotica accettazione.

La vita non è “debitosa” è generosa, le madri ed i padri lo sanno e lo sanno anche gli amici, perché quello che riceviamo in cambio è ESSERE CONN-ESSO, cioè INSIEME, perché è il nostro bisogno primario.

Lo sanno istintivamente i bambini senza chiederselo.

E quello che si riceve dallo stare INSIEME sono emozioni che nutrono la nostra vitalità.

Notatelo perché il suo contrario è la morte delle belle emozioni la morte dei bisogni primari la morte in solitudine.

TRASCRIZIONE VIDEO

Il nostro sentire normalmente non è unitario
le emozioni cui parlano gli psicologi sono emozioni di parti interne, frammentate:

  • rabbia
  • tristezza
  • paura

bene, dentro la persona stessa c’è la rabbia tristezza paura che fa così così così così (su e giù)

perché c’è una parte che si spaventa, un’altra che si arrabbia, un’altra che si deprime

allora le emozioni ci indicano già che sia fatti a pezzetti.

E quindi? Quindi il punto è: quando tu diventi intero quando sei collegato il tuo sentire primario.

Allora li pensiero si riduce a quasi niente. Fai le cose che vanno fatte, basta. Non pensi a te mentre le fai. Sei nel flusso.

Ho dovuto fare questo ABC perché non viene insegnato, quindi senza questo sulle personalità non si capisce niente.

Stiamo parlando della struttura fondamentale, che la depressione,

  • la depressiva è dovuta a carenza d’affetto e così via;
  • narcisismo è dovuto umiliazione

ma non solo, narcisismo è anche dovuto all’apprendimento culturale.

Dunque: (legge)

l’etica della società oggi dominante è utilitaristica e antropocentrica
l’essere umano crede che tutto sia finalizzato a lui
si ritiene signore padrone della natura che esiste per soddisfare i suoi bisogni realizzare i suoi desideri
questa convinzione di fondo porta alla violenza e alla dominazione degli altri e della natura
Nega la soggettività di altri popoli, la giustizia, le classi e il valore intrinseco degli altri esseri della natura
non capisce che i diritti non appartengono solo all’uomo i popoli ma anche agli altri esseri del Creato.
Esiste un diritto umano e sociale ma esiste anche un diritto ecologico e cosmico.
Non abbiamo distretto di distruggere ciò che non abbiamo creato

Questa induzione narcisistica permea tutta la società

oggi si considera una persona fallita colui:

  • che non si ribella
  • che non si oppone
  • che non si arrabbia
  • che è soddisfatta di ciò che c’è

C’ha una casa piccola, è soddisfatto. Uuuh che fallito. Perché se gli serve questo? C’ha una macchina piccola. Uuuh … Questo vestito. Uuuh … Ti devi vestire in un altro modo se no non vali niente. Ti devi conciare …

Tutti i bisogni indotti. E questi bisogni indotti ci allontanano dai veri bisogni.

Perché vedi, il problema dei bisogni indotti non sarebbe poi così grave. Perché ti induco un bisogno che prima non c’avevi, ti induco il bisogno di giocare a scacchi. Vabbé ti fai un hobby. Il problema è che ti induco un bisogno che per soddisfarlo hai voglia se devi lavorare. E per lavorare in quel modo devi anche fare così (mima lo sgomitare) … se no non lo puoi raggiungere.

E mentre ti induco questo bisogno, ti tolgo il sentire primario.
Cioè ti tolgo dalla tua coscienza. Non ti accorgi più di cosa fai.

E quindi capito che c’è un io, “io” separato dalla risonanza e dal sentire dal cuore, questo “io” non ha più la bussola eh! Per orientarsi nella foresta, non ce l’ha più! Quindi ha paura, e se ha paura finisce per DIPENDERE da qualcuno che gli promette come ne uscirà. 

La paura genera dipendenza, che è cronica questa paura.

Non mi oriento più perché non lo so, paura.
E chi me la dà la direzione? Ecco me lo danno le ELITE economico finanziarie che guidano il mondo, tranquillo.

A questi punti, se io non sono più in contatto col sentire, non sono più in contatto con i veri bisogni umani

Quindi io non mi sto più dedicando soddisfare i miei veri bisogni che sonno:

  • di affetto
  • di relazioni armoniche
  • di amore
  • di appartenenza
  • poi naturalmente quelli di sopravvivenza, quelli di base.

Ma poi ce n’è un altro:

  • di significato!

Viktor Frank nel campo di concentramento ha scoperto che molte persone sopravvivevano perché venga una marcia in più! Erano quelle che avevano un significato nella vita.

Il significato quindi  talvolta è ancora più forte del bisogno di sopravvivenza, è fortissimo!

Perché vivo?

Qual è lo scopo della vita?

Che sto a fare qua? Ad accumulare soldi? A far che?

Il significato a livello del sentire primario qual è?

Non è che c’è bisogno di …

Il significato è questo:

Se io sono questo (indica il quarto cerchio disegnato) sono un’anima, il significato è generare più collegamenti possibili, incrementare i collegamenti, ampliare la rete delle relazioni armoniche.

Questo è il significato. E perché è questo? Ma perché io sono vivo. È la vita cos’è? È generosità. Di cosa? Di relazioni.

Non è tirchia. Mentre i nostri disgraziatissimi modelli sono modelli di tirchieria, mi faccio una casa, privata, pubblica non c’è più, le scuole sono a pezzi, le strade non ci stanno più, tutto investito nel privato. Cioè il privato cos’è? È questo (nel disegno taglia le connessioni tra i cerchi). Questo sempre più grosso (l’io) è quello che ci connette sempre più piccolo! Ma questa si chiama MALATTIA non si chiama Economia, è una malattia mentale. Ma follia che si sta diffondendo, è l’individualismo. Capite?

Noi siamo diventati:

  • consumatori
  • spettatori
  • investitori
  • è finalmente debitori; così presi per il collo.

Capite che roba.

Allora il significato della vita è quello, perché la vita, l’intrinseca cosa della vita è la generosità.

Andate in un bosco di Faggi, andate in un bosco di querce, andate dove vi pare, in qualunque posto, vedrete che la vita si diffonde con tutta la generosità possibile, non si risparmia.

Non crea l’oasi privata. Non c’è. Ecco.

Quando noi siamo in sintonia con la logica della vita allora siamo contenti. Perché la vita ci premia perché siamo VITALI.

(Fine trascrizione video – il grassetto, i colori è le parentesi sono mie).

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