Oggi è passato un anno da quando ho stretto su amicizia con Jelena. Il detto quando trovi un amico/a trovi un tesoro con lei vale tutto.

Ieri Jelena mi ha dato la più bella definizione di vivere che ho mai sentito o letto finora:
“vivere come se stessi facendo l’amore con me stesso”

Le distinzioni sono ciò che rende ricca una vita e le metafore che adottiamo possono letteralmente cambiare il nostro modo di vivere, dove andremo e cosa faremo nella vita.

Negli ultimi anni ho imparato a volermi un po più bene, almeno in teoria, perché ammetto che non è sempre facile volersi sempre bene, e non ci riesco ancora a farlo spesso come vorrei. Perché spesso noi stessi siamo i peggiori accusatori e giudici di noi stessi. Ci giudichiamo peggio di chiunque altro con quella vocina interna che ci dice tutto ciò che non è andato bene o non va bene di noi o non siamo stati capaci di fare rispetto alle aspettative che avevamo su noi stessi. Poi ci assolviamo mestamente per andare avanti, speriamo che domani vada meglio, ma alla fine resta quel senso d’inadeguatezza.

Imparare a vivere cercando di volersi bene è sicuramente “un bel traguardo” e spesso in questa vita competitiva non è facile raggiungerlo, soprattutto nel momento in cui “i traguardi raggiunti li usiamo per determinare quanto possiamo o meno volerci bene“. [Nota il paradosso del traguardo, l’hai notato? Perché io l’ho notato solo dopo averlo scritto e riletto … ]

Perché tutte le spunte che non abbiamo messo, tutti gli obiettivi che non abbiamo raggiunto, li usiamo per dirci “non me lo merito” di essere soddisfatto e felice, non me lo merito di volermi bene.

Ecco perché legare gli obiettivi al volersi bene all’essere felici ci rende più infelici che altro, soprattutto quando ci siamo adattati ad una condizione diversa da quella aspirata e quando la lista degli obiettivi è ancora molto lunga, ambiziosa e variegata in molti ambiti della vita.

Completamente differente è l’approccio del “vivere come se stessi facendo l’amore con me stesso” perché come è ovvio che non ho bisogno di fare la check-list e conseguente valutazione con l’amata per fare l’amore con lei se ho voglia di amarla e coccolarla e tutto il resto, allo stesso modo non ho bisogno di fare la check-list con me stesso per amarmi. Tutto quello che accade dopo è conseguenza dell’amarsi e non del “devo fare o voglio fare”.

Le parole sono importanti.
Che bel regalo la tua metafora Jelena, grazie.

Leggi articolo precedente:
L’illusoria ovvietà del “nulla ha senso”.

Molti anni fa, verso la fine delle scuole superiori, insieme ad un mio amico (che poi si iscrisse a filosofia)...

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